Home Teatro L’incidente di Ciccio Aiello

L’incidente di Ciccio Aiello

Prima prova di scrittura per il regista cosentino al suo debutto al Piccolo teatro dell'Università della Calabria

364
CONDIVIDI

«Scavo». Basterebbe questo indicativo presente pronunciato da Marta quando una luce inquisitrice le chiede cosa fa nella vita. La ragazza è una dei tre protagonisti dello spettacolo “L’incidente – Io sono già stato morto”, scritto e diretto da Francesco Aielloche, dopo l’anteprima al Ptu dell’Università della Calabria, vedrà la sua prima al festival Primavera dei Teatri.

Si “scava” nello spettacolo, lo fa il testo dell’autore che affonda nell’animo dei suoi protagonisti e in particolare in quello di Francesco.
Non è la prima volta che Aiello si cimenta nella scrittura e nella regia ma, per chi ne segue la carriera da attore e autore, riconosce in questo testo una maturità artistica che raggiunge un livello successivo. “L’incidente” è un testo che Aiello ha preso e lasciato per diverso tempo, proprio come il Francesco (sul palco Francesco Rizzo), protagonista della scena insieme al fratello Lele (Gianluca Vetromilo) e la fidanzata Marta (Giulia Pera). Francesco ha subito un grave incidente all’età di tredici anni che lo segna nell’animo e per il resto della sua vita. Non gli permette di parlarne con serenità né alla sua compagna, né ad altre persone conosciute nel corso del tempo giunto dopo. Ne parla con Lele ma sempre con la volontà di sottrarsi anche perché il fratello maggiore cerca di riportare Francesco alla realtà: qualcosa che lo ha ferito non solo dal punto di vista fisico ma che va superato. Francesco, da ragazzetto, si ferisce all’intestino, si provoca due cicatrici che vanno dal retto alla vescica. Indubbiamente un evento traumatico che, fra ansia e paura, lo tramuta in un ipocondriaco che non ha nessuna intenzione di controllare le condizioni fisiche del suo corpo. È questo quello che manda in bestia la sua fidanzata Marta, archeologa che deve ripiegare su un call center che odia per cercare di vivere quando vorrebbe scavare nella terra per trovare il passato della Storia e quello nell’animo del suo compagno. Nel mondo descritto e allestito da Aiello, tutti gli oggetti che ruotano intorno a Francesco sono di stampo “zeniano”. Il letto, ad esempio, è luogo di rifugio quando il protagonista non vuole affrontare la realtà o la banalità di un esame delle urine; diventa prigione quando irrompe il ricordo di una operazione chirurgica durata più di 10 ore; è luogo di ispirazione (anche questa spesso dolorosa), quando si mette a scrivere il racconto con cui vuole descrivere la propria vita, quando vuole cercare di esorcizzare l’incidente, sognando il suo riferimento Bukowski e ascoltandone i consigli. Elemento psicologico è il fumo che diventa sia vizio, che prova di coraggio, che atto di ribellione dall’incubo della malattia perseguitatrice.
Se Francesco Rizzo resta sempre Francesco, in scena Vetromilo diventa anche lo scrittore americano d’origine tedesca e il cinico chirurgo mentre la Pera incarna tutto ciò che è il piano degli affetti familiari: il padre, la madre e il nonno dei due fratelli. Il Francesco di Aiello compie il suo percorso che lo porta a convivere con la consapevolezza che si possa sopravvivere all’idea della morte improvvisa. Che la malattia può essere una condanna da scontare in carcere o ai domiciliari e Francesco, consegnando le urine alla sua Marta, prova a camminare su questa strada. Con paura ma prova a farlo perché, in fondo, lui è già stato morto con quell’incidente e allora poi ci può essere solo rinascita. Scrittura e rappresentazione cinematografica quella di Aiello in cui i quadri si sovrappongono fra presente, passato e futuro e fra reale e onirico (dimensione principale della rappresentazione). Una narrazione che rispecchia il lungo studio della settima arte compiuto dall’autore e che trova con le torce manovrate in scena dai suoi attori una fotografia decisamente coinvolgente e padrona della rappresentazione. Uno spettacolo che il rodaggio delle repliche può soltanto migliorare.

Commenti Facebook
Submit your review
1
2
3
4
5
Submit
     
Cancel

Create your own review

Average rating:  
 1 reviews
Test
Profilo Facebook: test
Profilo Twitter: test

test

ciao carissimo

Scheda recensione
L'incidente di Ciccio Aiello
CONDIVIDI
Giornalista e autore. Negli anni ho bazzicato diverse redazioni di quotidiani locali con mansioni da redattore e da caposervizio. Ho collaborato con qualche testata nazionale e ho mille storie chiuse nel cassetto e nella testa