Home Arte Le Strade del Paesaggio | Intervista a Loputyn

Le Strade del Paesaggio | Intervista a Loputyn

Abbiamo intervistato una delle ospiti del Festival dal tratto più distintivo, preparatevi ad un tuffo nella mente di Jessica Cioffi

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Jessica Cioffi, conosciua come Loputyn, vive e lavora a Brescia. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bergamo, ma si dedica al disegno e all’illustrazione da autodidatta. Nel 2015 pubblica il suo primo fumetto, Cotton Tales. Partecipa con i suoi lavori a diversi eventi nell’ambiente della moda Lolita. Sarà ospite del Festival del Fumetto di Cosenza nelle sue tre giornate, e proprio in questa occasione abbiamo avuto l’onore di fare una chiacchierata con lei.

 

Nei tuoi lavori si vede quasi sempre la figura del lupo, è un personaggio molto ricorrente nei tuoi lavori, che cosa associ a questo animale?

È legato ad una cosa personale. Nel senso che per me rappresenta la figura maschile, ma non intesa come uomo esterno ma come contrapposto della forza femminile. Quindi è una cosa più interna a me stessa: ho un conflitto con la mia parte maschile e ho scelto di rappresentarlo in questo modo. È un conflitto che vivo ogni giorno e negli anni sono riuscita a dare una forma a questo mio sentimento, soprattutto per esorcizzarlo. Disegnare questo genere di cose mi aiuta a gestire questa cosa che mi confonde e mi causa dei problemi. È una forma di autoterapia.

 

Qual è il tuo soggetto preferito da disegnare?

A me piace tantissimo la contrapposizione del maschio e la femmina, come argomento in sé. Siccome sono femmina, io lo vedo dal punto di vista femminile. Quindi mi piace studiare il concetto di femmina messa a contrasto con l’universo maschile. Non in una maniera fisica, vedendo piuttosto tutto come forze contrapposte. Mi piace disegnare la donna in questo senso. Con questo tento di arrivare ad un equilibrio stabile tra queste due forze che sono dentro me.

 

Preferisci il disegno tradizionale o quello digitale?

Preferisco il disegno tradizionale per una questione di gesto, non per una questione di risultato, che può essere ottenuto anche attraverso il disegno digitale. La cosa che più mi spinge a preferire il disegno tradizionale è che, ad esempio nel caso degli acquerelli posso vedere che l’acqua sul foglio si muove quasi a caso, come forza indomabile. Questa peculiarità si perde nella transizione digitale perché lì è tutto definito. L’imprevisto che puoi avere con il disegno classico non lo si può ottenere col digitale, è questa la cosa bella.

 

Ovviamente ci sono delle situazioni in cui l’imprevisto può causare problemi però

Se si tratta di consegnare 50 tavole prima di una scadenza a questo punto il digitale è molto comodo, però se si tratta di disegnare per se stessi, trovo più piacevole disegnare manualmente.

 

Forse è proprio per questo che prediligi i colori ad acqua

Sì, se uno è maniaco del controllo gli acquerelli li deve abbandonare. I colori ad acqua sono quel tipo di materiale da cui puoi aspettarti di tutto. Io infatti quando disegno con questi colori mi affido al caso, senza un’idea precisa e poi provo a ricavarne qualcosa, accettando il risultato e provando a gestirlo al massimo delle mie capacità. Un po’ come la vita.

 

Parliamo un po’ del passato, ti è mai capitato, da artista un po’ più alle prime armi, di fare commissioni per farsi conoscere?

Sì, mi è capitato di farne, ma le ho abbandonate subito. Ho deciso che piuttosto che disegnare certe cose preferisco essere povera.

 

A questo punto mi spingi proprio a chiederti qual è la cosa più strana che ti hanno chiesto di disegnare

Mi è capitato che mi venisse chiesto di resuscitare miei personaggi che avevo precedentemente fatto morire. Mi sono capitate molte richieste inquietanti in questo senso.

 

Mi perdonerai per quello che sto per dire, ma pensavo ti avessero chiesto di disegnare qualcosa di strano a sfondo erotico

Le richieste a sfondo sessuale mi sono capitate anche, ma non le considero nemmeno. Una persona che ti chiede questo tipo di cose è già inquietante di suo.

 

Da questo mi pare di capire che non disegneresti mai niente di erotico

No, è tutt’altro. Mi piace un sacco il disegno erotico e lo pratico spesso. Solo che la considero una cosa personale e per questo non disegnerei mai niente del genere secondo i gusti di un’altra persona.

Comunque grazie per il disegno, il mio lato lolicon lo apprezza molto

Chi è che non ce l’ha…

 

Loputyn e gli altri artisti ospiti del Festival vi aspettano al Museo del Fumetto anche domani

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