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Cari The Jackal il vostro posto e’ il web

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The Jackal Addio fottuti musi verdi

Con un paio di giorni di ritardo dall’uscita del primo film dei The Jackal, sono stata convinta ad andare al cinema a vederlo.  Ne è valsa la pena? Bella domanda. La mia fortuna è stata quella di non avere nessuna pretesa.

Penso che tutti voi conosciate questo collettivo napoletano di videomaker che hanno sbancato sul web grazie alla mini serie fantascientifica Lost in Google e poi successivamente alla parodia esilarante di Gli effetti di Gomorra sulla gente.
Le nostre risate con loro non si sono certo fermate qui, ormai seguaci di video sempre più divertenti.

Insomma i The Jackal sono diventati virali, tanto che il passo dal web al grande schermo era inevitabile e scontato.
Stessa sorte prima di loro è capitata a Maccio Capatonda con Italiano Medio (2015) e ai The Pills con Sempre meglio che lavorare (2016). Siamo stati già abituati a questa nuova filosofia virale cinematografica.
Ma andiamo al punto: come con Maccio, o con the Pills, anche ai The Jackal è toccata la stessa sorte. Il film, purtroppo non ha creato lo stesso entusiasmo dei video su Youtube.
Non mi soffermo su trama o sinossi. Se si è interessati,il film, dovrebbe essere visto e non raccontato.
La storia, non è delle più complesse e tutto sommato è digeribile e simpatica, con retrogusto amarognolo quando vengono affrontati temi come il precariato, dove la magra realtà lavorativa italiana viene derisa, ma non per questo non presa sul serio.
Addio fottuti musi verdi vuole creare un mix tra nuova commedia all’italiana arricchita dalle lezioni che da anni il cinema comico, supereroistico e fantascientifico americano ci hanno insegnato. Ne viene influenzato il decorso narrativo, la scelta delle inquadrature, l’uso degli spazi scenografici, i colori, la fotografia e a grande sorpresa, riuscendo positivamente, gli effetti speciali.
Si sa, il cinema italiano non ha mai brillato di avanguardia per quanto riguarda l’accortezza di effetti speciali, poche volte si è imbattuto in questo genere  cinematografico e film grandiosi quali Nirvana (1997) che vede tra i protagonisti un serissimo Abatantuono, hanno riscontrato poco successo anche rispetto all’utilizzo “inadeguato” di certe tecniche.
Sarà che con gli anni ci siamo evoluti, sarà che i film della Marvel a qualcosa sono serviti, per la prima volta nella storia del cinema, quello italiano riesce a rompere barriere che sembravano invalicabili e ad accorciare le distanze tecnologiche. Che sia positivo oppure no, io questo non so dirvelo, ma non vorrei che il cinema italiano ben presto si ritrovi ad essere un copione di quello Holliwoodiano. Vorrei che mantenesse la propria integrità dove registi internazionali come Quentin Tarantino o Woody Allen si sono spesso interfacciati e influenzati.
Secondo me le due grandi note negative di Addio fottuti musi verdi sono state: la rigidità recitativa di Ciro Priello che dai video al grande schermo acquisisce, perdendo spesso di spontaneità e me ne duole per un attore napoletano che ha alle spalle secoli di teatro e grandi maestri quali poter attingere e le battute comiche banali che lascerei solo ai cinepanettoni.
Che dire, non mi sento di tessere lodi, nemmeno annientare il lavoro di questi ragazzi, perché l’impegno messo è una costante che perdura per tutto il film.
Quindi The Jackal attenderemo un vostro nuovo film, nella speranza che le critiche ricevute non vi demoralizzino, e che creerete un prodotto degno del nome che avete costruito sino ad oggi. Del resto, nessuno può dirvi quello che non potete non fare.

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