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My name is Tanino, Tanino Liberatore

L'autore protagonista di una residenza artistica al Museo del Fumetto a Cosenza per la Sezione Off del festival Le strade del paesaggio. Con lui ci sono tutte le sue creature

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tanino liberatore

Una mostra… anzi, no: cinque! Ma una grande star, questo sì, perché Tanino Liberatore è una vera e propria leggenda del fumetto italiano ed internazionale. Il Museo del Fumetto di Cosenza ha inaugurato la sezione Off del festival Le strade del paesaggio con la residenza del padre di Ranxerox, che si è concesso con rara generosità ai fan accorsi a tributargli i dovuti onori. Una serata fra fumetti e musica che ci lascia in dono uno splendido disegno a carboncino di Rank, che farà così bella mostra di sé nella collezione permanente del museo.
Ma procediamo con ordine. Le mostre al Museo del Fumetto sono cinque. Pagando un ingresso di tre euro si entra in uno scrigno pieno di meraviglie che spazia dal fumetto (Massimiliano Veltri, le tavole di Marathon rivelano tutto il talento del disegnatore cosentino) all’illustrazione (Vincenzo Giordano ci racconta la musica italiana, Gianluca Gallo ci fa il cuore a pezzi e i disegni di Ilaria Anselmo sono una vera sorpresa), per arrivare poi dal Maestro.
“Tratti e ritratti” ripercorre tutta la carriera del disegnatore di Quadri. Ci sono le copertine di Cannibale (la rivista a fumetti con cui ha iniziato nel 1977), schizzi di Rank e una galleria di ritratti femminili da risvegliare i più placidi. E infine gli originali di “Lucy”, la storia appena pubblicata in Italia da Napoli Comicon con cui Liberatore ha sperimentato la postproduzione dei suoi disegni al computer.
Tanino è arrivato sabato pomeriggio, 16 dicembre, e si è subito messo a disposizione degli appassionati. Dopo una breve presentazione si è messo al lavoro e, mentre intorno a lui i ragazzi della Scuola di fumetto del Museo ritiravano gli attestati e Dario Della Rossa sonorizzava l’evento insieme ad Al the Coordinator (che poi sarebbe Aldo D’Orrico quando suona bluegrass), ha schizzato il coatto romano nella sua tipica, esplosiva fisicità incazzata: un Ranxerox guizzante di muscoli in carboncino sfumato.
La batosta dell’Inter lo ha innervosito per un attimo, ma Tanino ha apprezzato l’affetto dei cosentini e dopo l’intervsita con il sottoscritto non si è sottratto al rituale del disegnino. Vederlo lavorare dal vivo è stata un’emozione collettiva che ha tenuto una folla di fan col fiato sospeso: nessuno che andava via ottenuto il suo, tutti a spiare cosa disegnava agli altri. Lucy, splendida per i dettagli, e Rank, certo, ma anche un sacco di ritratti erotici, particolarmente apprezzati dalle signorine, «perché se la disegno io diventa sexy anche una tazzina di caffè», ci aveva detto prima.
La voce di Aldo D’Orrico graffiava di vetro il tappeto di note di Dario Della Rossa facendo compagnia a chi stava in fila, con la gente che si è intrattenuta anche dopo aver visitato le mostre. Un’atmosfera resa ancora più gradevole dai dolci dell’Otra vez bistrot, o dalle tisane per i meno golosi. Per non parlare del vino rosso, che da un certo orario in poi è diventato il vero protagonista della serata, ma almeno ha distratto i fan nel momento in cui Tanino è andato via.
Ma solo dopo aver accontentato tutti.

Rankerox e Lubna

Tanino Liberatore ha fatto il liceo artistico a Pescara con Andrea Pazienza. E’ proprio Pazienza a chiamarlo con sé, nel 19, a disegnare per Cannibale. Subito dopo verrà “Il Male” e infine “Frigidaire”, la rivista a (non solo) fumetti che spacca il panorama culturale italiano. Frigidaire vende decine di migliaia di copie e insegna il XX secolo agli italiani. Le inchieste giornalistiche raccontano di Nicaragua e Aids quando non lo faceva nessuno. Gli apparati critici spiegavano che “Blade runner” era un capolavoro, non Bellocchio. Red Vinyl rivelava Pere Ubu e Throbbing Gristle facendo prendere appunti a migliaia di appassionati di musica.
E poi i fumetti. Pazienza, Scozzari, Mattioli. Una squadra dei sogni di cui fece parte anche Liberatore, che rivisitò graficamente il Ranxerox di Stefano Tamburini rendendolo una figura fra le più iconiche degli anni Ottanta. Iperviolenza, pornografia, droga a fiumi: Rank era un robot dai desideri più che umani. Ma insaziabile. E la sua compagna? La piccola Lubna, che non aveva nemmeno 14 anni, ha rappresentato il tabù sessuale di intere generazioni. Tanto che chiunque possieda gli albi con quelle tavole, dobbiamo dirlo, può essere incriminato per pedopornografia, secondo la legge italiana.
Ma il gruppo di Frigidaire non aveva paura di nulla. Almeno apparentemente. Perché dietro la posa da rock star che si danno tutti, Pazienza in primis, si nasconde una insospettabile fragilità.
Sarà l’eroina a divorare il cuore di quel gruppo, uccidendo prima Tamburini e poi Pazienza. Tanino, che ha perso così due dei suoi migliori amici, si rintana a Parigi dove lavora come illustratore. Ancora oggi. Rankerox resta però l’opera che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo.

 

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