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L’anno “tutto bene” di Dario Brunori

Un anno fa usciva A casa tutto bene, il disco dei record per la Sas del cantautore cosentino che torna in teatro e dal 3 marzo sarà in onda su Raitre

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dario brunori raitre

È da un anno che a casa di Dario Brunori va tutto bene. E lui, da bravo calabrese, starà facendo gli scongiuri. Anche se, come dice lui stesso nell’intervista che ci ha concesso a luglio prima della sua esibizione al Color Fest di Lamezia Terme, vuole invertire il pensiero negativo tipico dei meridionali.

Nasce colpoditosse.com e per il suo battesimo abbiamo deciso di fare una chiaccherata con Dario Brunori. Con la sua Sas è l'artista del momento e questa sera si esibirà a Diamante, nella sua Calabria, per la Fondazione Lilli Funaro. Colpoditosse lo ha intervistato con Francesco Cangemi prima del concerto al Color FestCliccate mi piace alla pagina per altre interviste, contenuti esclusivi e per rimanere aggiornati su colpoditosse, che sarà online col suo sito questo settembreFondazione Lilli Brunori Sas

Pubblicato da colpoditosse.com su Giovedì 17 agosto 2017

Usciva esattamente un anno fa, era venerdì 20 gennaio 2017, il disco A casa tutto bene che ha segnato, per la Brunori Sas e per il suo titolare, un altissimo successo di pubblico e di critica. Un album che è valso al cantautore cosentino un disco d’oro per le oltre venticinquemila copie vendute e tutta una serie infinita di premi. E non finisce qui, avrebbe detto il mattatore Corrado. Non finisce qui perché Dario è pronto a ripartire con un tour teatrale e con un programma televisivo che sbarcherà a marzo su Raitre.
A casa tutto bene, al suo esordio, si è portato dietro gli applausi scroscianti per il singolo che lo ha anticipato, La verità, con un videoclip girato nella Cosenza di Brunori e della Sas. Poi è stata tutta discesa. Concerti sold out per quasi tutto il tour, ospitate in tv e in radio, da Quelli che il calcio a Edicola Fiore passando per Deejay chiama Italia con Linus e Nicola Savino, conterraneo di Dario e che vanta, con orgoglio, di essere stato il primo a imitare il cantautore di Joggi, frazione di Santa Caterina Albanese, in provincia di Cosenza.

E ora? E ora si riparte. Si riparte con un tour nei teatri, che non è poi una novità per la Sas, e si riparte con i monologhi scritti e interpretati da Dario Brunori. E anche questa non è una novità visto che già ai tempi de Il cammino di Santiago in taxi, il terzo capitolo della vita artistica della Brunori Sas, il “cantattore” si era cimentato con la scrittura senza musica. Il 16 febbraio 2018 si parte da Trento con “Canzoni e monologhi sull’incertezza – Brunori a teatro” e si va avanti fino a fine marzo passando per una data a Cosenza. Ancora la carovana non ha percorso un metro ma già si registrano dei tutto esaurito, vedi Milano ad esempio, e la richiesta di nuove date è in aumento. Simona Marrazzo, Mirko Onofrio, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Stefano Amato e Lucia Sagretti (tutta la Sas al completo insomma), sono pronti per rimettersi in marcia.

 

Dopo essere sopravvissuto alle citazioni renziane e al primo Primo Maggio con Gabbani, Dario Brunori si appresta, il 3 marzo, ad andare in video con “Brunori Sa”, programma che gli era stato proposto dall’ex direttore di Raitre Daria Bignardi e che anche i nuovi vertici della rete di Stato hanno confermato. Il programma, dice il comunicato di presentazione, è «suddiviso in cinque episodi in cui verranno raccontati i sogni, le aspirazioni, i desideri e le difficoltà di un’intera generazione a cui appartiene lo stesso cantautore. “Brunori Sa” si presenta come un viaggio all’interno di una società di persone alla continua ricerche di risposte. L’obiettivo delle cinque puntate è quello di creare e delineare un ritratto generazionale all’interno del nostro paese. Un lungo viaggio alla scoperta di persone, luoghi, ma anche parole e musica. Non mancheranno momenti di ironia ed autoironia, di leggerezza e disincanto. Cinque racconti di breve durata accompagnati da immagini fondamentali per deliberare il profilo di una società in continua trasformazione partendo dal presupposto principale che “Perché sapere di non sapere, in fondo, è proprio quello che “Brunori Sa”». Quanta strada da quella spiaggia di Guardia, quanta strada da quel 20 gennaio 2017.

 

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