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Alberto Angela e il lato destro della notizia

Il divulgatore scientifico "più bono" del momento racconta ciò che l'Italia possiede e questo riesce a sconvolgere il Bel Paese televisivo

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Alberto Angela

Ci sono fatti apparentemente innocui che a un certo punto della vita, non si sa precisamente come e perché, diventano notizie di primo piano e te li ritrovi dappertutto: su Facebook, su Twitter, su Instagram, sul lato destro dei siti dei più grandi quotidiani nazionali e nei sogni erotici che, in piena notte, svegliano le casalinghe di Voghera mentre i rispettivi mariti sono lì al loro fianco a russare come cinghiali. Può accadere, per esempio, che un bel giorno l’Italia si svegli dal suo torpore mariadefilippico e si accorga delle meraviglie che la circondano: monumenti, palazzi, monti, mari, cibo e qualunque genere di opera d’arte della porta accanto. Come se anni di storia e di quotidianità, fino a quel momento, fossero appartenuti a un altro Paese, a un’altra dimensione. Capita di fare zapping sbracati sul solito divano sfondato e a un certo punto, dopo “I soliti ignoti” di Amadeus (intellettualmente stimolanti e pieni di ritmo come una canzone di Nilla Pizzi), spunti dal nulla quel gran figo di un Alberto Angela, figlio dell’illuminato Piero, erede di una stirpe di teleconduttori coltissimi (di questi tempi merce rara da trovare). Spunta lui, con strategica barbetta incolta e fisichetto palestrato e il telecomando magicamente si inceppa, paralizzando la mano di chi lo tiene in pugno, persino di chi aveva programmato di dare il colpo di grazia ai propri neuroni di fronte all’ennesima messa in scena del “Segreto” su Canale 5.
Alberto inizia a sviscerale con innegabile erudizione e semplicità le meraviglie italiche che sono lì da sempre, a pochi passi da casa nostra. Nulla di nuovo e nulla di mai visto.

Il divulgatore scientifico più bono del pianeta, infatti, dice semplicemente con qualità e professionalità che viviamo nel più bel posto del mondo. Eppure, quella semplice visione, basta a sconvolgere la Penisola di ogni ordine e grado, alzando lo share di quello che dovrebbe essere, ventiquattroresuventiquattro, il servizio pubblico per eccellenza. E così, immediatamente dopo, tra un baldanzoso Silvio Berlusconi che è pronto a tornare al potere in compagnia di Matteo Salvini e un Donald Trump che spara battute razziste a raffica, sul web partono i dibattiti sulle abilità della famiglia Angela, capace di fare quello che in realtà, in un regime democratico, dovrebbe essere fatto tutti i giorni. Il fatto, apparentemente inoffensivo, si erge a perenne ultim’ora da analizzare, da approfondire e da spostare, per acclamazione, sul lato destro dei quotidiani online di prestigio, quello generalmente dedicato ai primi piani. E se poi, a rincarare e a rincuorare la dose, giunge persino la polemica del presidente della Provincia di Belluno che ricorda alla Rai che anche Belluno ha le Dolomiti (ad Alberto pare fosse sfuggito), il gioco può dirsi completo. Una non notizia diventa virale, essenziale. Ma non tanto per le virtù del prodotto (non sia mai), comunque palesi e riconosciute, ma soprattutto per lo stupore che nell’Italia di Vespa, Fazio, Costanzo e Maria, un programma di cultura ben costruito abbia vinto la serata degli ascolti televisivi.
Rimpolpandolo ripetutamente di immagini del bell’Alberto, uno shock mediatico di questa portata porta introiti pubblicitari indefiniti, acquisendo il diritto di entrare nelle teste dei lettori, poco disposti a occuparsi con costanza della tragicomica attualità politica che di attraente ha soltanto il gusto del ridicolo.
Ciò che conta, dunque, è sempre la parte destra del giornale, quella dedicata al litigio a distanza tra gli ancora vivi e vegeti Eugenio Scalfari (93 anni) e Carlo De Benedetti (83), al divorzio tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci e al look sbarazzino – con tanto di “clicca qui per guardare le foto” – di Belen al battesimo del figlio di un’amica.

alberto angela tweet gentiloni
Il messaggio twitter di Gentiloni

Interessa di più la non notizia della notizia. Incuriosisce maggiormente il messaggio di complimenti del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ad Alberto Angela rispetto alla linea politica dello stesso Paolo Gentiloni. E tutto ciò, alla lunga, finisce per diventare rassicurante, rilassante, poco pesante. Si guarda a destra e si pensa che, dopo tutto, è meglio rimanere lì. Fa riflettere di meno e fa sentire meravigliosamente più leggeri.

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