Home Piccolo Schermo Frecciata della De Filippi a Baglioni e ai reduci del Festival

Frecciata della De Filippi a Baglioni e ai reduci del Festival

La signora della tv italiana all'attacco del cantante/conduttore: l'unico che ha osato mettere da parte i reality ma strizzando l'occhio a Pippo Baudo

1519
CONDIVIDI
de filippi

Forse è esagerato chiamarla polemica, ma una frecciatina ben assestata quella furbastra di Maria De Filippi a Sanremo l’ha lanciata. E si sa, quando parla lei, la signora della tv commerciale, la sua collega, la tv pubblica, insieme a tutto il canone Rai amato e odiato da Matteo Renzi, si ferma e ascolta in religioso silenzio.
«Io penso che in generale – ha dichiarato a Chi il boss di Amici, Uomini&donne e C’è Posta per te – Sanremo sbagli sempre quando non prende ragazzi dei talent, come Amici o X Factor, perché sono una realtà, a meno che quelli che si sono presentati non fossero all’altezza». Bersaglio centrato.
In realtà, la frecciatina, più che a Sanremo (leggi qui il nostro articolo), sembra essere stata lanciata all’indirizzo di Claudio Baglioni,  conduttore e direttore artistico della kermesse che ha osato accantonare i neo giovani cantanti da reality per l’edizione 2018 del Festival. Una inversione di tendenza bella grintosa e al tempo stesso una sfida coraggiosa contro un solido e conveniente filone di pensiero che negli ultimi anni aveva salvato un evento che altrimenti, per non autodistruggersi, sarebbe stato costretto a riesumare telespettatori del passato con una cultura musicale più vicina a Claudio Villa che a Emma Marrone. Nessuno, da Fabio Fazio a Carlo Conti, aveva avuto le palle di snobbare i nuovi piccoli eroi del talent, portatori (in)sani di share incondizionato e spesso ingiustificato. Nessun conduttore aveva voluto privarsi di un successo garantito grazie ad orde di fan brufolosi ed eccitati che di fronte a canzoni e volti nella maggior parte dei casi anonimi, avevano fatto schizzare gli ascolti di Raiuno.

baglioni favino hunziker
I conduttori di Sanremo 2018 Favino, Baglioni e Hunziker

Ci voleva uno come Baglioni (leggi qui il nostro articolo sul cantante/conduttore), per cambiare le regole del gioco. Il problema, però, è che apportando una rivoluzione di questo livello, il buon Claudio non ha potuto fare altro che affidarsi ai Pooh in titubante decomposizione. Con Al Bano, infatti, a un passo dall’addio dalle competizioni per sopraggiunto limite di età, di meglio in giro non c’era. Spazio, dunque, a Facchinetti, Fogli e Canzian, che gareggeranno come se fossero due cantanti separati, e poi ancora spazio a Ornella Vanoni, Enrico Ruggeri, Luca Barbarossa e Ron. Roba da casa di riposo che, probabilmente, neanche l’eventuale e sorprendente qualità delle canzoni e qualche telespettatore reduce dei Sanremo di Pippo Baudo ancora in vita, riuscirà a giustificare. A meno che non siano le giovani proposte a salvare il Festival. Tra di loro, infatti, ci sono cervelli con idee nuove e di qualità come Eva (uscita sana e salva da X Factor nonostante un ottimo talento), Mirkoeilcane e Giulia Casieri. Ma dovrebbero avere più tempo a disposizione, e Sanremo il tempo per chi non è ancora famoso come i vincitori dei talent o i  fantasmi dei Pooh, non riesce mai a trovarlo.

Commenti Facebook