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Il Coronavirus vince: lo spettacolo non va avanti

Le misure anti diffusione impongono lo stop degli eventi legati alla cultura e allo spettacolo fino al 3 aprile

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Coronavirus conte

Teatri resi vuoti e inutili potrebbero affollarsi se il Coronavirus si proponesse di recitare se stesso. Scomodiamo il Giovanni Lindo Ferretti migliore per analizzare i provvedimenti del governo che sospende, di fatto, tutti gli eventi culturali fino al 3 aprile. Il Coronavirus, la paura del contagio, ha vinto. Tutto il Paese si bloccherà per la paura di infettarsi. Gli eventi che producono lo svago si devono fermare, a meno che non rispettino le, difficili, condizioni igienicosanitarie che la situazione impone. Una sorta di distanza di un metro fra persona e persona che, nel caso di spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e concerti diventa praticamente impossibile. Il decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte recita così in uno dei suoi passaggi nell’articolo 1: «(…)sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro(…)» .

All’articolo 4, invece, si parla della durata del provvedimento. «Le disposizioni del presente decreto – è scritto – producono effetto dalla data di adozione del medesimo e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020». Si spera, quindi, che i provvedimenti adottati per il Coronavirus, sotto questo aspetto, si chiudano per quella data. Da parte del Ministero dei Beni culturali sono attese direttive per il sostegno agli operatori del settore che, probabilmente, arriveranno a breve. Già nei giorni scorsi erano stati lanciati gli allarmi dalle associazioni di categoria e il ministro Franceschini aveva incontrato il mondo degli operatori del cinema in Italia per ascoltare il loro grido di dolore. Un grido che coinvolge anche le sale teatrali. Come si possono rispettare le misure imposte dal governo? Come si possono far sedere le persone ad un metro di distanza? Si potrebbe far sedere il pubblico ad una fila di distanza ma non possiamo sapere se poi il vicino seduto nella nostra stessa fila è affetto da Coronavirus. Impossibile ipotizzare misure che consentano invece i concerti.

Non si contano le esibizioni musicali dal vivo che verranno rinviate in questo mese per non parlare dei tanti eventi nei locali di provincia come djset e robe simili. Il Coronavirus è riuscito a mandare all’aria il motto che ha sempre caratterizzato il mondo degli eventi: lo spettacolo non va avanti. Almeno fino al 3 aprile.

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