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Fenomenologia di Bugo e Morgan

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bugo morgan

Gli artisti si sa, vivono sempre un poco “altrove”. Gli artisti, si sa, hanno un carattere difficile e a loro è concesso anche di dire “io mi rompo i coglioni”.

Loro possono sbattere la porta, uscire di scena e cambiare le carte in tavola. In effetti ci piacciono anche per questo. Perché sono lontani come una “idea platonica”, perché mentre noi ci trasciniamo tra una routine e l’altra, schivando la maleducazione, facendo quello che possiamo per non avere brutte intenzioni, loro appaiono e dicono “io me la godo”.

Bugo, io sono un nano alto 1,80 come la maggior parte delle persone al mondo.Dalla tua altezza riuscirai mai ad…

Pubblicato da Morgan su Sabato 21 marzo 2020

Ma soprattutto ci piacciono perché in quella loro diversità noi comuni mortali, presi da mille paure, indecisioni, errori, troviamo a volte un indizio, una indicazione che risuona e ci fa sentire leggeri, ci fa sentire meno soli, insomma un poco più che vivi. Forse pretendiamo troppo da loro, forse in questa epoca veloce, liquida, complessa… insomma in questo non capirci una mazza che sembra non finire mai, abbiamo bisogno di avere accanto dei miti e ci aggrappiamo a quello che passa il convento.

Sì, forse siamo noi ad essere ancora troppo debolucci e creduloni. Forse dovremmo fare uno sforzo in più, diventare un poco più cinici e ricordarci che è solo spettacolo, solo un continuo spettacolo che va avanti e che deve andare avanti e che esplode per un attimo e poi si trascina una settimana dopo l’altra, per inerzia, fino a diventare anch’esso brusio.

Eppure qualcosa non mi torna. Una triste malinconia accompagna l’immagine dell’artista che gira in monopattino sbeffeggiando il suo recente compagno di sventure. Un senso di distanza accompagna la lettura dell’ultimo post in cui l’artista perde il contegno e stuzzica, sbeffeggia, provoca. Non so… forse l’arte è solo uno specchio. Ma di certo, per vedere le mie basse storture, le mie invidie e le mie mancanze, non credo di aver bisogno di “questi” artisti.

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Armando Canzonieri
Armando Canzonieri, lettore seriale, insegnate e aspirante persona decente. Si barcamena tra il disordine e l'entusiasmo. Condivide, a voce alta e gesticolando quello che gli passa per la testa.