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La fisicità di Configurazione Tundra

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Elena Giorgiana Mirabelli, autrice di Configurazione Tundra per analizzare il suo romanzo

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Configurazione Tundra Elena Giorgiana Mirabelli

Configurazione Tundra è un libro che non parte direttamente dalla storia narrante ma dalla sua fisicità.

Configurazione Tundra è edito dalla Tunué conosciuta come casa editrice di fumetti per le diverse fasce di target, si dedica ai saggi quasi fin da subito e poi nel corso del tempo ha ampliato con la collana narrativa. Il libro di Elena Giorgiana Mirabelli si colloca in quest’ultima. Curati i particolari visivi, la copertina contiene le grandi alette che danno maggiore rigidità al libro, pur rimanendo morbido nelle mani da poterlo arrotolare. A questa affermazione penso ci sarà una scissione tra gli amanti dei libri: c’è chi il libro non vuole che si tocchi, c’è chi invece ama consumarlo, io purtroppo sono tra i sadici del libro.

Ritornando a Configurazione Tundra, ha un buon odore che invita alla lettura; le pagine sono color avorio, porose e il lettering all’interno non è piccolo e con un’interlinea attaccata al rigo superiore e la mia vista ringrazia.

Dopo le prime considerazioni passo alla lettura.

Configurazione Tundra parla di un modello architettonico e di vivibilità di una città secondo le regole studiate dall’architetto Marta Fiani che ha come scopo alto quello di rendere felici gli abitanti di Tundra. Purtroppo, la riuscita dello scopo non va a buon fine, la linearità e rigidità di questo modello spinge le persone a sovvertirlo, prime tra queste sarà la figlia stessa di Marta, la giovane Lea; con essa anche Diana, la protagonista che secondo modello di vivibilità si ritrova a vivere un lasso di tempo nella casa di Lea. Grazie ai ricordi lasciati dalla ragazza – cosa in realtà proibita – Diana ripercorrerà l’io di Lea, cercando di capire anche il proprio.

Il libro ha diversi piani di lettura e questo fattore mi ha spinto a contattare l’autrice e confrontarmi con lei. Attenzione, l’intervista seguente contiene spoiler.

Configurazione Tundra
La copertina di Configurazione Tundra

Ciao Elena, sono una lettrice che generalmente si dedica ai classici, e anche i libri di autori contemporanei che ho letto, hanno una linearità narrativa dove si parte da un’angolazione ampia e io lettore mentre m’immergo nella storia riesco a guardare intorno a me l’ambientazione. Configurazione Tundra invece parte da un’angolazione strettissima, per descrivermi la panoramica parti dal dettaglio, stabilendo il ritmo di quando e come farmi vedere qualcosa in più. Ho avuto la sensazione di leggere il libro, nella prima parte, seduta su uno sgabello. Ho avuto la sensazione di disturbo, questo mi ha portata a chiudere e riaprire più volte il libro. Ad incavolarmi, ma poi ritornare a leggere per la curiosità di sapere.

L’hai sentito come romanzo respingente?

Sì, avevo una visuale così stretta da non sentirmi agiata, però nella narrazione non c’era questa sensazione di respingimento, che invece mi invitava alla lettura. È stato voluto?

Allora la prima parte si svolge tutta nella stanza e nella testa di Diana, per questo le parole dovevano essere in qualche modo sognanti e astratte e la prospettiva strettissima. È un suo immaginare e raccontare. Nella seconda parte del libro, Diana esce nel mondo e il linguaggio doveva essere più diretto e preciso. Ragionando su una prospettiva strettissima lei è calata in quel mondo, molte informazioni può dirle, altre farle intuire, da qui nasce l’idea dei saggi di Marta Fiani e delle sue citazioni, per evitare di spiegare troppo.

Diana… ma sai che ho faticato a entrare in empatia con lei? Ti chiedo scusa se mi permetto, mi sta antipatica. C’è una pratica sessuale in cui una persona guarda di nascosto chi fa sesso, senza toccarsi, se non sbaglio si chiama voyerismo. Diana fa questo atto nei confronti della vita di Lea, che invece ho amato sin da subito (mi sono piaciuti i suoi tratti caratteriali. Mi appare molto bella anche se problematica). Diana mi dà l’impressione di non amare la sua vita preferendo di vivere quella di un altro. Ecco mi appare un’altra contrapposizione, il vuoto di Diana, al pieno di Lea.

Se Diana ti ha fatto arrabbiare, fare domande e cose simili, ne sono contenta perché in qualche modo volevo fosse un’esperienza. Alcuni ci hanno rivisto i miei ricordi, altri i miei studi: l’Università, altri hanno apprezzato il lato politico. Quello che voglio dire è che mi piace un sacco il fatto che chi legge assuma una posizione rispetto a un personaggio o rispetto la storia tutta. Probabilmente in te ha risuonato un aspetto di Diana, ci hai visto qualcosa; ti sei posta nei confronti della storia nella modalità del non mi va quel tipo di atteggiamento, non ne comprendo le motivazioni. A me questa cosa piace! Il fatto che hai vissuto delle emozioni contro Diana, vuol dire che sono riuscita a renderla viva!

Forse il fatto di aver simpatizzato immediatamente con Lea è perché mi viene presentata la sua storia, la sua “sventura”, Diana sembra quasi non avere passato, di essere un personaggio presente, pieno di ambiguità e note acerbe, e sono partita di diffidenza nei suoi confronti.

Sì, di Diana e del suo passato abbiamo la scena iniziale e degli inserti di ricordi che lei stessa dubita di aver vissuto.

Trovo sempre il vuoto, che invece negli altri personaggi non rivedo, gli altri personaggi li trovo completi, immersi nel proprio mondo, a prescindere che sia giusto o sbagliato. Anche Ettore che è il classico stronzo, il suo atteggiamento non mi ha disturbato quanto il fare di Diana, perché li trovo pieni.

Hai presente quanto Pao le chiede se ricorda il volto di sua nonna? Ecco Diana è quel personaggio che si è appiattita sul sistema, non è mai entrata in conflitto e per questo ha dimenticato, non ha tematizzato. L’esperienza avuta con Ettore è la sua caduta, la rottura. Devi ammettere che non ci hai mai capito nulla di te stessa. Anche fare sesso non è sbagliato ma farlo senza coscienza accumulando corpi diventa sbagliato per sé stessi, ecco la struttura di Diana è di chi ancora non si rende conto.

Ecco un altro contrasto trovato in Configurazione Tundra: per parlare di desiderio, di emozioni e sentimenti lo fai parlando invece di corpi, della loro superficie anche attraverso il sesso e la sessualità. È un libro di contrasti!

Si, in parte. Più che dei contrasti: sfumature.

Elena, il mio più grande augurio è che di questo libro ne facciano un film che ho sentito molto visivo. E di questa chiacchierata ne farò un’intervista.

Davvero? Grazie assai… Non ho pensato al film, ma sicuro ho lavorato sul visivo. La verità è anche che mi volevo divertire.

Io credo ci sia riuscita! Configurazione Tundra è l’esordio di Elena Giorgiana Mirabelli. Ne consiglio la lettura, mi sono immersa nella città distopica e nei suoi personaggi, ho provato emozioni contrastanti: disturbo, curiosità, empatia ma soprattutto sorpresa nel vedere un libro che non si adattava alle mie esigenze, ma che ne ha create di nuove, vivendo così una nuova esperienza di lettura, mai provata prima.

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Il Cactus Verde
Spinosa come il cactus, di origini calabresi, vaga tra l'Italia e la Spagna in cerca di fortuna e si sa che la Fortuna aiuta gli audaci... che lo sia oppure no, non so dirvi, ma quello che è certo è la passione per il disegno e per le Arti in generale.