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Parcels, il futuro dell’elettropop

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Stiamo parlando forse del futuro della musica elettropop, una band destinata a lasciare un segno indelebile nel panorama musicale mondiale.

I Parcels, propriamente “i pacchi”, sono una band nel più profondo e antico significato della parola: uniscono i loro intenti ancora ragazzi, alle scuole superiori a Byron Bay, in Australia nel 2014, da cui si allontaneranno per stabilirsi definitivamente a Berlino in Germania.

Il loro primo ep, Clockscared, rilasciato nel marzo 2015, risente notevolmente della Berlino elettronica che accompagna la chitarra parlante di Jules Crommelin, chitarrista del gruppo.

Da qui segue il secondo ep del gruppo, pubblicato nel gennaio 2017, da cui traspare un’evidente nostalgia per gli anni 70. La band si travestirà di note e melodie funk-pop elettrizzanti accompagnate da look stravaganti ed esibizioni esemplari.
Arriverà in questo modo la collaborazione con i Daft Punk per il singolo Overnight, che ha riportato un ritorno di ascolti spaventoso.

La firma per l’etichetta francese Kitsunè sarà la ciliegina sulla torta e la loro influenza si percepisce: i sintetizzatori di Everyroad e Moon Safari creano quella tipica atmosfera che il più delle persone dice essere francese. Eleganza e armonia del suono ci proiettano verso il cielo insieme ad un abile gioco di tastiera e cori di accompagnamento (per ribadire ancora una volta la nostalgia verso gli anni 70).

L’attenzione del gruppo è anche verso il pop-radiofonico smielato, nostalgico e spontaneo come si evince dall’ascolto di brani come Whitorwithout e Bemyself, in cui la voce bollente che sentiamo è quella del chitarrista Jules Crommelin, che ricorda il gruppo di Versailles, Pheonix.

Tra i flauti e le tastiere soavi di Louie Swain e Patrick Hetherington, le linee di basso di Noah Hill e l’incalzante batteria di Anatole Serret si sviluppano i brani ballerini Lightenup e Tape in cui riecheggia il richiamo all’Australia: i tramonti sul mare, la salsedine sulla pelle e i colori caldi.

Il loro nome risuona sotto i palchi, alle fermate della metropolitana, nei bistrot di tutta Europa e sembrano essere la ricetta perfetta che unisca tra loro sapori discordanti, almeno fino al questo millennio: gli anni 70, la musica elettronica e il colore del tramonto sul mare, che in comune hanno la capacità di far innamorare. E a noi piace così.

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Pierpaolo Manfredi
Pierpaolo Manfredi, diplomatosi presso il Liceo Classico "Giuseppe Garibaldi" di Castrovillari, e attualmente studente universitario, ha da sempre raccolto stimoli intellettuali dai vari settori della società traducendoli in scritti di varia natura. Negli anni del Liceo ha contribuito con diversi articoli sul giornale scolastico ed ha avuto esperienze con La Repubblica on-line grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro. Attualmente collabora con diverse riviste culturali italiane, tra cui Il filo rosso, con sede a Cosenza, e L'isola che non c'era, con sede a Milano. Oltre che in italiano, parla e scrive correntemente in inglese e francese.