Home Letture Affinità e divergenze fra i compagni Gianni Rodari e Luis Sepulveda

Affinità e divergenze fra i compagni Gianni Rodari e Luis Sepulveda

Sepulveda e Rodari sono due scrittori incarnano una letteratura che si fa sociale nel vero senso del termine, nel significato più concreto.

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sepulveda

Qualche giorno fa stavo scrivendo qualcosa per ricordare Gianni Rodari e il suo quarantesimo anniversario della morte (14 aprile 1980). Poi avevo lasciato perdere. Ieri la triste notizie della morte di Luis Sepulveda per Covid-19. La suggestione me li ha fatti mettere vicini in una Rivoluzione delle parole e non solo.

C’è qualcosa che lega Gianni Rodari e Luis Sepulveda in questo tempo sospeso in cui ci siamo ritrovati catapultati. Oltre all’aspetto temporale per cui i loro anniversari di morte ricorderanno inesorabilmente i giorni di questa epidemia, i due scrittori incarnano una letteratura che si fa sociale nel vero senso del termine, nel significato più concreto: le loro storie si leggono insieme agli altri, nelle aule di scuola, nelle salette delle parrocchie, nei doposcuola popolari dei quartieri più periferici e in mille altri luoghi, ovunque ci siano adulti che vogliano aprire una pagina di un libro insieme con i ragazzi. Luis Sepulveda muore di Covid in un tempo in cui i suoi libri non possono essere letti insieme. Sembra una beffa.

https://www.corriere.it/speciale/esteri/2020/mappa-coronavirus/
L’omaggio de Il Cactus Verde a Gianni Rodari

Gianni e Luis vivono e lottano per mettere in comunicazione gli esseri viventi, tutti nessuno escluso. Sanno che le letterature come tutte le forme d’arte sono fatte per mettere in contatto le donne e gli uomini, gli anziani e i bambini di tutto il Mondo. Censurare uno scritto come un quadro o un pezzo musicale diventa un atto barbaro e innaturale. Lo hanno imparato sulla propria pelle. Gianni sulle sue guance si è fatto scendere le lacrime per la perdita dei più cari amici in guerra. Luis le torture le ha subite e risubite nella sua terra, il Cile in una vita rocambolesca che sembra una riedizione moderna del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes vissuta tra il sogno di libertà dei Paesi sudamericani e la difesa dei mari negli oceani che lambiscono la terra ferma.

Grazie Gianni e Luis per averci portato in groppa ai vostri sogni, per averli fatti diventare anche un po’ nostri, per averci insegnato la condivisione delle storie, la bellezza della lettura collettiva, per averci portato fuori dalle nostre aule uggiose e a volte fredda a sognare la Libertà. E questo possono farlo solo i Rivoluzionari.

Volti e penne belle della Rivoluzione, quella che rende gli eroi sempre giovani e belli, che si schiera contro le dittature, che sa fare di un errore un gioiello e un’opportunità per iniziare e proseguire una nuova storia e un sorriso anziché un rimprovero, che sa sognare un mondo più giusto e più umano, che sa guardare al di là della tempesta, che sa fermarsi davanti ai porti dei Mari del Nord come a quelli del Mediterraneo aspettando l’arrivo di nuovi popoli a braccia aperte tra voli di gabbiani e salti di delfini.

Alle prossime storie, quelle che saranno scritte dai ragazzi e gli adulti di tutto il mondo e negli angoli più remoti, nelle megalopoli come nei piccoli villaggi, nelle case dei centri urbani come quelle delle favelas e slum delle nuove periferie. Ovunque c’è sempre una storia da scrivere, leggere e raccontare per sognare la Libertà.

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Andrea Bevacqua
Andrea Bevacqua insegna lettere alle scuole medie. Si appassiona a storie e racconti e ama mischiarsi tra la gente