Home Letture La didattica a distanza mette a dura prova la scuola

La didattica a distanza mette a dura prova la scuola

Alcune esperienze resistenti in questo periodo dove la didattica a distanza mette a dura prova prof, alunni e le loro famiglie

521
CONDIVIDI
didattica a distanza

La Didattica a Distanza mette a dura prova la Scuola. In questa Fase 2, che in realtà inizierà tra i banchi solo in autunno, continuano gli sforzi di dirigenti, insegnanti e associazioni per evitare la crescita di disuguaglianze e divario sociale tra gli studenti. Si lavora a pieno ritmo, seppur distanti, provandole tutte pur di arrivare nelle case degli studenti.

Idealmente in auto o in bicicletta proviamo a fare un viaggio in provincia per tracciare un bilancio di alcune delle buone pratiche messe in campo da scuole e associazioni.

A Lauropoli, frazione di Cassano allo Jonio, Claudio Dionesalvi, docente di lettere, in una intervista rilasciata al giornalista Tobias Jones per The Guardian del 24 aprile dichiara: “La scuola funziona. Senza alcun preavviso, il 4 marzo scorso il governo ha ordinato la sospensione delle lezioni. Ventiquattro ore dopo, in totale autonomia dal Ministero, nell’Istituto comprensivo Troccoli eravamo già pronti a lavorare tramite il web“.

A Corigliano Rossano, una trentina di alunni dell’IC Rossano II da qualche ora possono usufruire di una connessione dati attivata grazie all’intervento della scuola. “È un passaggio importante per il nostro istituto perché abbiamo colmato quel vuoto che avrebbe favorito l’avanzare delle disuguaglianze. Prima delle connessioni, nei giorni passati, sono stati distribuiti diversi tablet. Ora nessun ragazzo resterà indietro con gli studi“.

A parlare la dirigente dell’Istituto Comprensivo Rossano II, Celestina D’Alessandro sostenuta in questo lavoro di coordinamento della Didattica a Distanza dai docenti Katya Genova e Biagio Greco.

A Cosenza analoga azione è stata intrapresa dal dirigente Massimo Ciglio dell’IC Spirito Santo, nel cuore della città vecchia. “Qui la realtà è molto disagiata e problematica, diverse famiglie non hanno i mezzi per poter seguire la didattica a distanza. Ci siamo attivati con i fondi d’istituto sia sulla connessione dati che sulla distribuzione dei notebook anche attraverso alcune associazioni di volontariato che operano nel quartiere“.

L’Associazione di volontariato Santa Lucia è una di queste e opera nel cuore del centro storico da alcuni anni. Le sue attività di doposcuola e accompagnamento non si sono mai interrotte. I volontari continuano a restare connessi con i ragazzi attraverso piattaforme multimediali.

Giorgio Marcello sociologo dell’Università della Calabria e fondatore con altri dell’Associazione San Pancrazio di Cosenza che si occupa da trent’anni dell’accompagnamento educativo e scolastico dei ragazzi del centro storico afferma che “Il problema di fondo non è legato alla mancanza di dispositivi tecnologici adeguati (anche se non è un problema da sottovalutare) o alla debolezza delle connessioni internet (quasi tutti i nostri ragazzi sono connessi, almeno con gli smartphone). Il punto vero è quello di riuscire a capire e a sperimentare cosa vuoi dire accompagnare nel tempo del distanziamento sociale. È un problema totalmente nuovo. Finora, il nostro linguaggio e le nostre pratiche sociali ed educative hanno sempre collegato il vocabolario dell’accompagnamento con quello della prossimità, dell’empatia, del coinvolgimento affettivo, della relazione personale diretta e centrata su ogni singola persona. Tutto questo è saltato, per il momento. E non sappiamo fino a quando“.

Il fronte associativo si coordina e si muove in prima linea per superare i problemi legati alla Didattica a Distanza.

Camminare insieme per superare le disuguaglianze creando reti. Così oltre trenta realtà educative e di movimento hanno dato vita al Coordinamento Educativo Cosenza.
Da inizi di aprile hanno iniziato a lavorare sodo seguendo un manifesto pubblicato sulla propria pagina Facebook (coordinamentoeducativocosenza). Tra le altre cose affermano con forza che

L’obiettivo precipuo è quello di capire quanti e chi siano i bambini in difficoltà, quali siano le maggiori criticità e come si possa intervenire per garantire ai più piccoli le doti educative e culturali essenziali di cui necessitano per non rimanere indietro anche rispetto alla didattica a distanza, pur con la consapevolezza che quest’ultima non potrà mai compensare la relazionalità del tempo scuola in presenza“.

100 computer per le scuole” è il loro primo impegno. Per sostenerli in questo lavoro si può fare una donazione. Tutte le informazioni si trovano sulla pagina Facebook.

Segni di resistenza e di speranza. Un piccolo miracolo laico a Cosenza. Da lunedì 4 maggio, infatti, alcuni detenuti della Casa Circondariale “Sergio Cosmai”di Cosenza cucineranno pasti caldi per le famiglie in difficoltà coordinati dai docenti “IIS “Cosentino-Todaro” aiutando così lo straordinario lavoro de La Terra di Piero iniziato il giorno stesso della quarantena. La Scuola non finisce mai di stupirci.

Come si diceva all’inizio sono solo alcune buone pratiche, ce ne sarebbero da raccontare molte altre, tutte intente a creare una Scuola di tutti e per tutti seguendo l’insegnamento di don Milani:
Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati“.

Commenti Facebook
CONDIVIDI
Andrea Bevacqua
Andrea Bevacqua insegna lettere alle scuole medie. Si appassiona a storie e racconti e ama mischiarsi tra la gente