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Stop concerti ma polemiche su voucher e rimborsi

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concerti assomusica

I concerti si fermano ufficialmente. Dagli Afterhours a Baglioni, da Benji e Fede ad Andrea Bocelli e Brunori Sas, da Nick Cave a Eric Clapton a Francesco De Gregori, dai Deep Purple a Celin Dion.

E ancora da Billie Eilish, da Emma a Tiziano Ferro, da Ligabue al Volo, da Pearl Jam ai Simple Minds, da Ultimo a Zucchero.

I grandi eventi live si fermano, alla luce delle disposizioni governative in tema di salute pubblica che vietano assembramenti di persone“. Lo annuncia una nota di Assomusica.

Si tratta, spiega l’associazione che tutela i protagonisti di concerti ed eventi, di “una decisione condivisa dalla gran parte dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, che fanno sentire unita la loro voce“.

Un segnale necessario che non significa che la musica dal vivo si arrenderà – continua Assomusica – L’appuntamento con i grandi eventi live dell’estate 2020 è infatti rimandato al 2021“.

La, comprensibile, decisione di rinviare i concerti però non crea malumori solo per l’impossibilità di vedere i propri gusti da fan.

Scatena polemiche in Rete e non solo il fatto che i grandi organizzatori fanno apparire la strada dei rimborsi dei biglietti dei concerti come molto farraginosa.

Gli organizzatori dei concerti, infatti, mettono subito in primo piano la possibilità di poter utilizzare lo stesso biglietto per l’evento futuro, poi propongono un voucher economico sostitutivo per un altro evento di pari valore e, solo in ultimo, la possibilità di avere un rimborso della cifra spesa.

Problema che coinvolge molti spettatori di concerti perché il biglietto per la data x potrebbe non essere più fruibile in data y oppure, molto più tragicamente, data l’emergenza Coronavirus anche un solo centesimo di ritorno può aiutare.

Che poi è la filosofia applicata dagli organizzatori dei concerti: sostenete il settore in crisi non facendovi rimborsare.

Il diritto al voucher o al rimborso è disciplinato dall’articolo 183 del Decreto Rilancio appena firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (lo potete leggere qui aprendo il pdf a pagina 215).

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