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Voceinchat ovvero l’uso artistico di whatsapp

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voceinchat de luca

Usciremo migliorati dall’esperienza lockdown? Chi può dirlo?

Aspettiamo e vedremo. Quel che è certo fin d’ora è che il lungo periodo di isolamento sociale ha prodotto una serie di effetti collaterali, alcuni dei quali piacevolmente interessanti e ricchi di promesse.

Fra questi va annoverato l’esperimento cui ha dato vita il regista, autore ed attore calabrese Dario De Luca, con l’iniziativa Voceinchat.

L’impossibilità di accesso a teatri e cinema ha indotto molti, professionisti dello spettacolo e non, ad offrire testi di prosa o poesia, canzoni, boutade e gag varie, prevalentemente su facebook e youtube.

Dario De Luca, invece, ha scelto di misurarsi sul più impervio whatsapp, andando a infilarsi in un pertugio ancora inesplorato del più popolare ma meno flessibile dei social.

Ideata una storia e adattatala in tutti i suoi passaggi per la specialissima rappresentazione, ha poi creato la chat di gruppo, prevedendo una comunicazione a senso unico da parte dell’amministratore-autore, che non consentiva l’interazione dei destinatari né di altri personaggi, con una chiara citazione del celeberrimo La voce umana di Jean Cocteau, cui del resto ha dichiarato di essersi ispirato.

Utilizzando non il telefono ma uno strumento del terzo millennio, De Luca ha modulato gli interventi del suo personaggio spezzettandoli in brevi inoltri, rispettoso dei rituali di una chat e attento a non risultare invadente per un pubblico comunque non seduto a teatro ed al quale non si può imporre di restare troppo a lungo concentrato su di un unico contenuto dello smartphone, adibito contemporaneamente -come sappiamo- a molte altre funzioni.

Per otto giorni, De Luca, nel corso delle ore, ha sorpreso il suo piccolo pubblico di amici attraverso i pensieri e i sentimenti di un giovane uomo che si vede costretto a casa dalla pandemia, ma è angosciato anche e soprattutto per il doloroso distacco dalla compagna, alla quale si rivolge.

Lei non risponde, si intravvede solo attraverso immagini sfocate e se ne intuiscono le intenzioni di non tornare, senza mai ascoltarne o leggerne parola.

Il protagonista manda messaggi, foto, video, audio, insomma usa tutto il repertorio di mezzi che una chat consente. E a piccoli passi la storia si srotola fino alla conclusione.

Avevo inserito una suoneria particolare per questa chat. Per cui, ogni volta che arrivava un aggiornamento automaticamente sapevo di chi si trattava. Dopo un po’ mi sono ritrovata ad affrettarmi a visionarne il contenuto.

Sì, Voceinchat mi è piaciuto.

C’è, innanzitutto, la maestria del giovane autore che anche in questa circostanza si fa apprezzare per le doti di ideazione, scrittura, recitazione di un lavoro che vive con grande partecipazione emotiva, coinvolgendo totalmente lo spettatore.

Poi, c’è l’elemento della continuità quale ulteriore punto di forza. Mi ha fatto pensare all’attesa che creavano i primi romanzi d’appendice pubblicati a puntate.

O, per tornare ad oggi, alle serie televisive che tanto rinnovato successo hanno conosciuto negli ultimi due mesi.

O, meglio ancora, al fascino di un bel libro che apri sera dopo sera ansioso di ritrovare i personaggi cui sei ormai affezionato, con lo spirito di chi insegue una lieta prospettiva di sogno, di evasione, di fantasia.

Voceinchat crea lo stesso tipo di gradevole e per nulla nociva dipendenza.

Penso anche che ci siano margini di miglioramento. Magari forzando le potenzialità del mezzo per introdurre altre voci. O lavorando su diversi ritmi e frequenze degli inoltri.

Di certo, la prova è riuscita e merita di trasformarsi in nuova consuetudine.

Dario De Luca conferma la sensibilità artistica cui ci ha abituato, stavolta immaginando una metodica originale, che è sintesi del suo talento appassionato, del suo vivere saldamente connesso alla realtà che lo circonda e della riconosciuta volontà di rendere omaggio ai suoi due grandi moloch: il teatro ed il pubblico.

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