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Quattro chiacchiere con i Pas Sages

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Pas sages intervista

Noi di colpoditosse.com abbiamo parlato un po’ con il duo francese Pas Sages per capire chi realmente si nasconde dietro la musica, qual è stato il punto di partenza del loro cammino e quali sono le aspettative per il futuro.

Ciao Pas Sages, per cominciare ci piacerebbe sapere qualcosa su di voi: chi siete, da dove venite, come è nata la band?

Ciao a tutti e grazie per l’opportunità. Noi siamo Pablo e Virgil, due amici di lunga data. La band è nata per caso, un’estate di due anni fa con una prima canzone Nuit d’Azur. Eravamo entrambi produttori di musica.

Dopo aver ascoltato il vostro ep, la mente ha subito iniziato a viaggiare in Francia. Non so perché, ma la vostra musica ha un forte potere evocativo: per esempio Nuit d’Azur. Come è nata questa canzone e che cosa volete trasmettere con la vostra musica?

Abbiamo trascorso la nostra adolescenza in Costa Azzurra prima di trasferirci a Parigi. Per noi, questa canzone rappresenta un ricordo ingenuo di quel tempo. Questo è probabilmente ciò che ha fatto emergere il suo lato esotico e leggero.

La canzone Tropicana è stata pubblicata con l’etichetta Kitsuné, come è nata questa collaborazione?

Interessati al nostro progetto, ci hanno contattato per far parte della loro compilation “Kitsuné Parisien”. Li abbiamo incontrati per un caffè e hanno scelto Tropicana tra i brani che gli sono stati proposti.

Parlateci un po’ dell’ep: Pas Sages. Cosa vi aspettate da questo prodotto?

E’ un prodotto indirizzato per sfuggire dalla routine, per fare qualcosa che ci piace molto e che ci sta a cuore fin dalla nostra infanzia.Si tratta di un ep molto colorato dove gli stili si mescolano: pop, electro francese, hip hop.
Volevamo immaginare come sarebbe stato il Pop in Francia tra qualche anno, cercando di ridefinire alcuni dei suoi codici. Dare una parte importante alla produzione, rompere alcune strutture, divertirsi con voci artificiali… pur rimanendo accessibile.
Ne siamo molto orgogliosi perché è autoprodotto al 100%.

Quali sono i piani per il futuro? Avete programmato concerti?

Il periodo attuale ci ha spinto ad annullare i nostri concerti e rende incerto il futuro, purtroppo. Ci concentriamo sulla musica e ci divertiamo. Ma ci piacerebbe venire a suonare in Italia un giorno.

Cosa significa fare musica per voi? Qual è il vostro rapporto con i fan?

Nonostante tutto il suo aspetto tecnico, la musica è e rimarrà soprattutto condivisione. Al momento il progetto è piuttosto giovane, quindi amiamo vedere la reazione di persone che scoprono la nostra musica.

 

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Pierpaolo Manfredi
Pierpaolo Manfredi, diplomatosi presso il Liceo Classico "Giuseppe Garibaldi" di Castrovillari, e attualmente studente universitario, ha da sempre raccolto stimoli intellettuali dai vari settori della società traducendoli in scritti di varia natura. Negli anni del Liceo ha contribuito con diversi articoli sul giornale scolastico ed ha avuto esperienze con La Repubblica on-line grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro. Attualmente collabora con diverse riviste culturali italiane, tra cui Il filo rosso, con sede a Cosenza, e L'isola che non c'era, con sede a Milano. Oltre che in italiano, parla e scrive correntemente in inglese e francese.