Home Piccolo Schermo Ecco perche’ vogliamo che Boris 4 diventi una realta’

Ecco perche’ vogliamo che Boris 4 diventi una realta’

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Il fatto che Netlix Italia abbia messo sul suo catalogo Boris ha risvegliato l’amore di chi ne era già innamorato.

E ha permesso alla serie tv italiana più italiana e, contemporaneamente, meno italiana che ci sia di creare nuovi adepti che sono rimasti folgorati sulla via di René e del suo pesciolino.

Boris, storia di un pesce molto amato

Colpoditosse ha amato Boris sin dalla sua prima apparizione tv sul canale Fox di Sky.

I meriti sono da ascrivere a tre sceneggiatori fuori di testa, ad una produzione ancora più fuori di testa ma, evidentemente, molto più lungimirante di tante e ad un cast di attori che è perfetto per Boris.

Basata su un soggetto di Luca Manzi e Carlo Mazzotta, la serie è sceneggiata da Giacomo Ciarrapico, Luca Vendruscolo e Mattia Torre, morto prematuramente nel 2019 fra lo sgomento di quanti gli hanno voluto bene umanamente e artisticamente.

Boris come Ghostbusters?

Ecco, il nodo che blocca Boris 4 per tanti è proprio qui. Senza Mattia Torre non sarebbe la stessa cosa. La paura è quella che si crei il “blocco di Ghostbusters”. Cos’è?

Per anni Dan Akroyd, che nel film è Ray, avrebbe voluto scrivere il terzo capitolo della saga ma la morte, anche qui prematura, di Egon ovvero l’attore Harol Ramis lo ha bloccato.

Una forma di rispetto, di paura, di tristezza messe insieme.

Ma i fan sognavano questo ritorno e, anche se restano da capire i tempi dettati dall’emergenza Coronavirus, il terzo capitolo di “Ghosbusters” a cui il cast originale parteciperà attivamente (il regista è il figlio di Ivan Reitman), sarà il vero proseguo che, nella narrazione, salterà il discutibile capitolo del “Ghostbusters” al femminile.

Ma Boris è Boris…

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Boris però non è “Ghostbusters” e l’Italia non è l’America. Anche se il sommo rispetto di chi a Boris ha lavorato con Mattia Torre è commovente e merita tutto il rispetto del caso.

C’è un però. C’è che il boom su Netflix, forse, nessuno se lo aspettava e ora va gestita una platea di fan più vasta rispetto a quella del 2007, l’anno d’esordio, che chiede a gran voce un ritorno.

C’è voglia che René, Arianna, Stanis, Corinna, Alessandro, Duccio, Biascica, Lopez, Sergio, Alfredo, Lorenzo, il conte Mariano Giusti, magari anche Karin, Fabiana, Cristina la fija de Mazinga, gli sceneggiatori e, soprattutto, Boris si riuniscano per la quarta serie.

Un Boris 4 dove, sperano i fan, ci sia spazio anche per il Glauco di Giorgio Tirabassi ripresosi dopo un malore che aveva fatto spaventare i fan della serie.

In un eventuale Boris 4 non ci sarà, purtroppo, la meravigliosa segretaria di produzione Itala perché anche Roberta Fiorentini non è più fra noi.

Gli attori favorevoli al seguito

Se per il mondo online, che ha già lanciato una petizione per avere la quarta serie, Boris 4 deve essere realtà, sceneggiatori e attori sono un po’ divisi. Ma proprio gli attori, dopo il boom di Netflix, iniziano a incalzare per una nuova edizione.

Si sono schierati apertamente a sostegno della petizione Boris 4 Paolo Calabresi (Biascica), Caterina Guzzanti (Arianna), Carolina Crescentini (Corinna), Ninni Bruschetta (Duccio Patané) e, soprattutto, René Ferretti aka Francesco Pannofino.

A cazzo di cane

I fan, noi tutti e siamo tanti perché basta pensare alle varie pagine omaggio su fb fra cui citiamo Gli occhi del Conte su tutte, sperano che le remore possano essere vinte.

Sono remore comprensibili. Nessuno ha mai pensato di fare Ben Hur 2 (chi scrive sa che l’ha sparata grossa come paragone), ma alla fine quel “Ghosbasters 3” uscirà.

“Gli Occhi del cuore 3” che René consegna alla produzione nell’ultima puntata della terza stagione, piuttosto che “Machiavelli” o “Il giovane Ratzinger” o la prima versione cinematografica de “La Casta”.

I fan di Boris attendono di sapere come andrà a finire almeno uno di questi progetti.

Tutti aspettano di vedere Duccio smarmellare e René dare il suo «azione» prima di sbroccare. A cazzo di cane. Come piace a noi.

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Giornalista e autore. Negli anni ho bazzicato diverse redazioni di quotidiani locali con mansioni da redattore e da caposervizio. Ho collaborato con qualche testata nazionale e ho mille storie chiuse nel cassetto e nella testa