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Brunori guarda il mare e si porta a casa il Premio Tenco

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il mare visto da Brunori

Capita così: che Brunori e tutta la Sas vincano un altro Premio Tenco.

Capita così, prendendo in prestito il titolo di una delle canzoni dell’ultimo album della Brunori Sas Cip!, che se fai un ottimo disco puoi vincere l’importante riconoscimento anche nell’anno peggiore per la musica dal vivo.

Per Brunori miglior album 2020

Cip! si aggiudica il Tenco 2020 come miglior disco. Il nome di Tenco e quello della band guidata da Dario Brunori si incrociano per la terza volta.

La prima avvenne nel 2010 quando “Volume 1”, l’album d’esordio, si aggiudicò il Premio Siae/Club Tenco all’autore emergente.

Il secondo incontro, con tanto di abbraccio stretto stretto, arriva per “La Verità”, nel 2017, quando la track di “A casa tutto bene” si porta al proprio domicilio cosentino (è risaputo che il 90% della Sas viene da questo territorio calabro), la Targa Tenco come miglior canzone singola.

La dichiarazione a Colpoditosse

Contattato da Colpoditosse, Dario Brunori risponde con una foto del mare (tanto amato da lui che ha parte delle sue radici a Guardia Piemontese, sul Tirreno cosentino, e sfondo del suo primo grande successo “Guardia ‘82”), dicendo che «Sono al mare con i nipoti, lasciatemi stare!».

La foto di copertina è scattata dal cantante stesso.

Lo dice in calabrese che suona meglio. Il messaggio è seguito da una faccetta sorridente a dimostrare la sua soddisfazione per il premio.

Che è vero che conta sempre e solo il parere del pubblico ma anche certi premi sono belli davvero da ricevere.

L’attesa per il ritorno ai live

Dario e tutta la Sas (Simona Marrazzo, Mirko Onofrio, Dario Della Rossa, Massimo Palermo, Stefano Amato e Lucia Sagretti), di sorridere hanno buoni motivi.

L’anno dei concerti è stato terribile. Alcuni dei componenti della Sas sono attivissimi nella difesa dei diritti dei lavoratori della musica.

In più il manager di Brunori e di Picicca Matteo Zanobini è fra i promotori del coordinamento La Musica che gira che chiede a gran voce il sostegno del Governo al settore dopo l’emergenza Coronavirus.

Un annus horribilis per la musica dal vivo che è poi un bel problema per un animale da palcoscenico come Dario Brunori (che, in teoria, a novembre potrebbe ripartire in tour).

Il pubblico apprezza il nuovo album di Brunori

Nonostante questo però, la critica e il pubblico premia Cip! e la giuria del Tenco lo premia come miglior album dell’anno.

Un disco anticipato da un bellissimo singolo che ha, involontariamente, nel suo titolo lo slogan del 2020: “Andrà tutto bene”.

Ma quella canzone racconta benissimo il cinismo del nostro mondo e di chi riesce ad andare avanti senza annegare in questo mare di melma esistenziale.

La bellezza in un Cip!

Cip!, come è tipico dei testi di Brunori, indaga l’animo umano e la realtà che circonda chi scrive.

Non tralascia lo spazio per la poesia degli affetti, ad esempio “Mio fratello Alessando” (uno dei tre Brunori, figli di Mammarella Sas, si chiama davvero Alessandro), parte dalle piccole cose umane per arrivare all’universo.

E Cip! non tralascia l’amore vissuto al tempo della friabilità dei sentimenti.

Insomma è un album completo di poetica brunoriana che riesca a non stancare l’ascoltatore ma, anzi, lo conduce in viaggio interni ed esterni all’anima.

Gli altri vincitori del Tenco 2020

Insieme alla Brunori Sas, vincono il Tenco 2020 anche Tosca con la miglior canzone (Ho amato tutto) e miglior album di interprete con Morabeza; Paolo Jannaci è miglior opera prima con il disco Canterò; miglior album in dialetto a Napoli 1534 della Nuova compagnia di canto popolare.

Miglior album collettivo va ex aequo a Note di viaggio – Capitolo 1: venite avanti…, la raccolta di canzoni di Francesco Guccini e Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero.

Dario, il mare, i nipoti

Darione intanto guarda il mare insieme ai nipoti. Anche la sua conclamata pigrizia s’è stufata di stare fuori dal palco. E tanti lo aspettano insieme a tutta la Sas.

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Giornalista e autore. Negli anni ho bazzicato diverse redazioni di quotidiani locali con mansioni da redattore e da caposervizio. Ho collaborato con qualche testata nazionale e ho mille storie chiuse nel cassetto e nella testa