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Wachaga, il nuovo album di Kutiman sul Kilimangiaro

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Wachaga

Esce oggi per Siyal, Wachaga, il nuovo album del produttore, polistrumentista e film-maker israeliano Ophir ‘Kutiman’ Kutiel.

Il titolo

Il titolo rimanda al gruppo etnico dei Chaga, chiamati anche Wachaga, che vive alle pendici del Kilimangiaro, in Tanzania.

Nel 2014 Kutiman è stato a stretto contatto del gruppo etnico per la realizzazione del suo nuovo album.

Come è stato registrato Wachaga

L’album è stato costruito partire da field recording e session registrate con la partecipazione di musicisti locali, in seguito rielaborate nel suo studio nel deserto del Negev.

Di conseguenza, le batterie sono state affidate agli scolari della città di Arusha, i suoni di campane sono stati prodotti per mezzo del suono di una olacca di metallo installata nelle scape di ballerini di tip tap.

Primo singolo, rilasciato il 4 giugno da Siyal, è Copasavana, il cui video è stato realizzato manipolando le riprese del viaggio di Kutiman.

E’ possibile preordinare il vinile di Wachaga (180gr con Splatter rosa e nero e copertina apribile con inserto) in edizione limitata, 500 copie in tutto il mondo, di cui solo 100 disponibili nel negozio Bandcamp ufficiale di Kutiman.

Il disco combina il materiale registrato sei anni fa con l’aiuto del sassofonista Shlomi Alon, del trombettista Sefi Zisling e del trombonista Yair Slutzki.

Wachaga è una festa audio visiva dedicata al popolo della Tanzania che vive sulle terre baciate ad est e a sud dal Kilimangiaro.

Kutiman ha inseguito l’orizzonte della world music per manipolare i suoni che meglio conosce, quelli della techno, dell’elettronica ambient e del jazz.

 

 

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Pierpaolo Manfredi
Pierpaolo Manfredi, diplomatosi presso il Liceo Classico "Giuseppe Garibaldi" di Castrovillari, e attualmente studente universitario, ha da sempre raccolto stimoli intellettuali dai vari settori della società traducendoli in scritti di varia natura. Negli anni del Liceo ha contribuito con diversi articoli sul giornale scolastico ed ha avuto esperienze con La Repubblica on-line grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro. Attualmente collabora con diverse riviste culturali italiane, tra cui Il filo rosso, con sede a Cosenza, e L'isola che non c'era, con sede a Milano. Oltre che in italiano, parla e scrive correntemente in inglese e francese.