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Le piccole occupazioni di Graziano Graziani

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Il “Taccuino delle piccole occupazioni” di Graziano Graziani è un libro sagace e ironico che riflette su temi esistenziali come il tempo, la morte, le stagioni della vita e l’amore traghettando il lettore all’ascolto di se stesso e del mondo che lo circonda.

Gerolamo è un uomo all’apparenza ingenuo di mezza età, da sempre innamorato di Viola, con cui instaura dei dialoghi immaginari su stesso e sui problemi del mondo.

Il testo di Graziano Graziani

Il testo si struttura in episodi. Per ogni episodio c’è un tema specifico che affronta problemi di ordine pubblico o esistenziale.

Poi c’è l’orologiaio, il confidente di Gerolamo, la sua finestra sul mondo, il suo specchio per chiarire idee e principi, misurandoli attraverso lo spazio e il tempo.

Sono molti i temi affrontati da Graziano Graziani in questo piccolo taccuino. Attraverso le lunghe passeggiate di Gerolamo per la città, assaporiamo le contraddizioni di una società troppo spesso esaltata che non sa più fare i conti con se stessa e migliorarsi.

Si cammina spesso estraniandosi dal sé, come macchine impazzite in cerca di un obiettivo indefinito.

Non sappiamo chi siamo e non sentiamo ciò che vogliamo. E, in un rimando di pirandelliana memoria. Ci accorgiamo di non esistere o meglio di esistere in tante forme, è così che Gerolamo, per caso, scopre di avere un doppio “Sembra che io non esista”.

“Ma in che senso? Sono andato a prenotare gli esami e non ci sono riuscito. Ho fornito data e luogo di nascita, codice fiscale, ma i miei dati non appartengono a me”.

Questo succede al povero Gerolamo, come a noi che ci sdoppiamo per vivere in una società disumana alla ricerca di un po’ di umanità.

Gerolamo e le sue riflessioni esistenziali affondano nelle nostri menti. Ci offrono spunti e riflessioni evidenti e mai banali su uno spaccato di mondo e di vita che ha dimenticato l’umanità per far posto al consumo.

Il tempo e lo spazio diventano le variabili più importanti per misurare i fenomeni, circoscriverli e comprenderli.

Buona lettura a chi ha voglia di camminare nel mondo con occhi vividi e consapevoli. A chi ha voglia di affrontare le contraddizioni della vita per scioglierle e comprenderle.

Buona lettura a chi non si accontenta di esistere, ma di indagare e indagarsi senza falsi miti o stereotipi.

Ma sopratutto buona lettura a chi non ha paura di sé stesso!

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Teresa Francesca Magarò
Teresa Francesca Magarò insegna Italiano, Latino e Greco, ama il suo lavoro, le relazioni e le persone. Affetta da una strana forma di filantropia, si dedica a tutte le attività umane con trasporto e dedizione. Adora leggere, scrivere e viaggiare.