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San Brunori e Neruda vegliano sull’amore estivo

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Il 31 d’agosto si avvicina e dovremmo prepararci a celebrare San Brunori con la sua storia che nasce e la sua estate che muore.

Chi veglia sull’amore estivo

Eppure, San Brunori dovrà perdonare una giovane blasfema che associa al 31 agosto la parola “addio”.

L’estate muore per lasciare spazio a settembre col suo vento autunnale, quel vento che ingrossa il mare e produce onde abbastanza forti da portar via i residui dell’estate dalla spiaggia e lasciarli precipitare nell’abisso dei ricordi.

E allora addio alle abitudini pigre delle vacanze che stravolgono per un po’ il tradizionale ritmo di vita, alle nottate afose, alle birre ghiacciate e agli amori estivi che sembrano poter durare per sempre ma si infrangono contro il ritorno alla frenetica quotidianità.

Addio e farawell

Addio o, in inglese, farawell e la mente, più che a San Brunori, vola a Pablo Neruda e a Francesco Guccini e ai loro di addii.

L’addio straziante di Neruda e dei suoi due amanti che si appartennero per poi dire addio a quella loro unione vedendo allontanare il frutto di quell’amore.

L’addio ad un bimbo che poteva essere figlio ma poteva essere anche solo espressione e metafora di quell’amore.

C’è l’addio malinconico di Guccini che scopre l’illusione di una storia d’amore, sente la sua conclusione e vede la persona amata allontanarsi per piangere e ridere con qualcuno che non è più lui.

Gli amanti in estate mi ricordano gli “eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa” che scoprono poi di essere solo “foglie aggrappate su un ramo in attesa”, forse in attesa di quell’autunno che riporta all’odiata e amata normalità.

Ma cos’è l’amore estivo?

Ma cos’è l’amore estivo? È forse quello che provi a vent’anni nella profonda convinzione “d’aver trovato la chiave segreta del mondo”?

Quell’amore rapace, di cui appunto cantava Guccini, che travolge e non fa vedere nient’altro se non quello stesso amore? Forse l’amore estivo è il massimo esempio dell’innamorarsi del concetto di amore?

La foga, la passione, lo stravolgimento fisico e mentale che ti regala l’idea di rinascere e l’illusione che questo duri per sempre?

Ma l’amore estivo forse è l’amore dei marinai di cui scriveva Neruda. “L’amore dei marinai che baciano e se ne vanno. Lasciano una promessa. Mai più ritornano”.

Eterno e fugace

Quell’amore che potrebbe essere eterno ma molto più spesso è fugace.

“Amore che vuol liberarsi per tornare ad amare. Amore divinizzato che si avvicina. Amore divinizzato che se ne va.”

Un sentimento, l’amore estivo forse è quello che speriamo di incontrare affinché “nulla ci leghi” e “nulla ci unisca” mentre corpo e mente si lasciano stravolgere senza preoccuparsi delle conseguenze o dei segni che normalmente l’amore lascia addosso.

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Francesca Pignataro
Studentessa e aspirante scribacchina. Colleziono figuracce e nel tempo libero, per evitare di impazzire, prendo lezioni di cinismo e vado a caccia di cose belle.