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Gli Oscar diventano inclusivi dal 2024

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Oscar

Cinque anni dopo le polemiche sugli #OscarSoWhite, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences mette in atto una rivoluzione all’insegna dell’inclusione, per i criteri del premio più importante, l’Oscar per il miglior film.

Un Oscar vicino ai diritti

Per rispondere alle pressioni per promuovere la diversità nel mondo del cinema, l’organizzazione ha annunciato che, a partire dall’edizione 2024, per ricevere la candidatura alla statuetta più ambita, un film dovrà rispondere ad almeno due su quattro standard applicabili sia davanti alla macchina da presa che dietro le quinte.

Le reazioni sono discordanti

Le reazioni alla decisione si sono divise tra chi applaude al cambiamento e chi riconosce la concretizzazione definitiva del minaccioso “politicamente corretto”.

A giugno gli organizzatori dei premi più importanti del mondo cinematografico avevano preannunciato l’ “Academy Aperture 2025”, una riforma sulla scia delle proteste per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia bianca di Minneapolis.

I nuovi criteri per l’Oscar

Tra i nuovi standard richiesti, uno prevede l’appartenenza di almeno uno degli attori protagonisti a minoranze etniche; in alternativa, il 30 per cento del cast dovrà essere composto da due tra le seguenti categorie: donne, Lgbtq+, minoranze e/o disabili.

“L’idea è di riflettere la diversità della popolazione globale sia nella creazione di film che nel pubblico”, hanno detto il presidente dell’Academy David Rubin e la Ceo Dawn Hudson, auspicando che gli standard “facciano da catalizzatori per cambiamenti duraturi e essenziali nell’industria dello spettacolo”.

I programmi del 2022 e del 2023

Intanto per il 2022 e il 2023 ogni candidatura a miglior film dovrà essere accompagnata da una dichiarazione di accettazione degli standard: un primo passo per incoraggiare gli studi a pensare concretamente a come essere più inclusivi.

Poi, a partire dal 2024, ciascun film dovrà rispondere a due dei quattro standard: minoranze rappresentate nel cast, nella leadership creativa, nelle opportunità di internship e apprendistato, nei quadri del marketing, della comunicazione e della distribuzione.

Da Selma a oggi

La decisione rientra nei passi che Hollywood si era impegnata a prendere nel 2015 a seguito della polemica sul mancato premio Oscar a “Selma”, il film dell’afro-americana Ava DuVernay sulle marce per il diritto al voto dei neri e più in generale sulla scarsa presenza di film interpretati, diretti e prodotti da minoranze nella rosa dei premi.

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