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I dieci migliori fumetti da leggere sotto i mari

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mari corto maltese

Vi proproniamo una bella top ten di fumetti legata al mondo dei mari. Ecco a voi le nostre scelte.

mari ballata mare salato

Una ballata del mare salato

Una ballata del mare salato è il primo episodio, il più celebre e tra i più belli della serie disegnata dal disegnatore Hugo Pratt con protagonista è Corto Maltese.

Si tratta di un marinaio anti – eroe che alla bisogna è pronto a scagliare dei fendenti ma è armato soprattutto di battute ironiche, introspettive, persino filosofiche.

E questa è una storia si svolge tra i mari del sud che lambisce le isole del pacifico.

I personaggi della Ballata, mai prevedibili, contradditori, sono calati nello scontro tra le potenze europee della prima guerra mondiale tra loro fino ai confini del mondo, uno scontro violento in cui Corto Maltese presentatosi come pirata, non rinuncia a stare dalla parte della giustizia.

In questa come nell’opera omnia di Pratt ci sono riferimenti alla storia ed alla cultura di ogni zona del mondo dove Corto Maltese è in esplorazione.

Ecco, proprio la contestualizzazione storico – culturale di Pratt non è mai solo descrittiva, ma crea atmosfere, suoni ed odori dove l’animo di Corto Maltese si staglia libero: come nella Ballata, tra la sognante adolescenza di Pandora e Caine e i gusci di noce Maori che fanno da navi, spinti dal vento e cullati dal mare…

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L’Isola del Tesoro

L’Isola del Tesoro fa parte di una collana diretta dall’autore ed editore Roberto Recchioni dal titolo “I maestri dell’Avventura”, composta da trasposizioni in forma di fumetto di alcuni classici della letteratura.

Non era mica tanto semplice mettere in strisce il celebre romanzo di Stevenson, romanzo d’avventura ante litteram.

Non c’è del tutto l’intensità del masterpiece, ma si rimane incollati fino all’ultimo alla fine del racconto, si respira aria d’avventura, e tutte le scene principali del libro sono ben evocate.

Il giovane protagonista Jim Hawkins cresce quando si accorge della contraddittorietà della natura umana, del bene ed il male presenti nella figura del pirata Long Jhon Silver, e questo aspetto fondamentale del romanzo emerge anche nella sceneggiatura di Monteleone e nei disegni particolari, mobili e ben delineati del disegnatore Oscar.

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Un oceano d’amore

Un oceano d’amore, è un’opera spiritosa ed intelligente, romantica ed ironica a partire dalla copertina che imita, nella prima e nella quarta di copertina, una scatola di sardine, oggetto che avrà un ruolo importante nel fumetto.

Si tratta di un silent comic, quindi non ci sono dialoghi e nuvolette, cosa che ha la qualità in positivo di stimolare molto la creatività del lettore.

La storia è quella di una coppia di innamorati avanti con l’età, che vedono sconvolta la loro routine quando lui si perde per l’oceano, dopo essere andato come di consueto a pescare con la sua piccola barca.

Sua moglie non si arrende a non vederlo arrivare, ma viaggerà per mare per andarlo a cercare.

Tra le mille peripezie che accadono nei viaggi vengono toccati anche con sagacia alcuni temi sociali legati proprio al mondo del mare: lui si imbatte in petroliere inquinanti che non hanno rispetto per l’ambiente, o in enormi fette di oceano invase da rifiuti di plastica.

Lupo dei mari

Il lupo dei mari

Il lupo dei mari dell’autore fumettista francese Riff Reb’s tratto da un romanzo di Jack London, ripropone quello che si può definire un vero e proprio “topos” dei romanzi di mare: un protagonista “buono” si ritrova senza preavviso su una nave guidata da un capitano carico di personalità e pieno di contraddizioni, da cui è affascinato.

Il mare diventa un luogo fuori dalla civiltà dove il personaggio principale, attraverso la figura carismatica di un capitano che con i suoi modi è antitetico alla morale comune, non fa altro che un viaggio dentro se stesso per poi rimanerne cambiato alla fine.

Così accade a Jim Hawkins con il pirata Long Jhon Silver, come il marinaio narrato da Ismaele ed il capitano Achab, come Pierre Arronax ed il capitano Nemo.

Il lupo dei mari a fumetti è un’opera più che riuscita, che racconta della vicenda di un giovane gentiluomo che finisce accidentalmente sulla nave chiamata Fantasma guidata da Lupo Larsen, irrequieto e turbolento capitano, violento ed allo stesso tempo colto, in grado di affermare: “Lei ha osservato che come la sua bella civiltà dà importanza ai più forti, ai più ricchi, e offra la gloria a chi schiaccia l’altro?”.

mari moby dick

Moby Dick

Ad un anno dalla pubblicazione de “Il lupo dei mari” di Riff Reb’s, si ripete una combinazione con elementi uguali, ed ugualmente vincente: ancora la casa editrice Kleiner Flug, ancora due autori francesi come Olivier Jouvray (sceneggiatore) e Pierre Alary (disegnatore), ancora un classico della letteratura, niente poco di meno che Moby Dick.

In questo fumetto sei preso dalle immagini, la storia, le evocazioni della balena imprendibile e delle ossessioni del capitano Achab, perché il ritmo messo a punto da Jouvray e’ incalzante ed i disegni di Alary sono molto belli: i personaggi seguono le forme del cartoon, considerando che il disegnatore ha lavorato per anni negli studi Disney francesi, e si vede.

Il disegno è graffiante e ricercato, fin dall’accattivante immagine di copertina. Intrigante anche l’uso dei colori, che varia molto a seconda delle situazioni, freddi nei momenti di “bonaccia” e più caldi, in quelli di “tempesta”.

mari 20mila leghe sotto i mari

20.000 leghe sotto i mari

Insieme al dire qualcosa su 20.000 leghe sotto i mari, vale la pena fare un breve apprezzamento alla collana de “I maestri dell’avventura” di cui il sopracitato titolo fa parte ed “I maestri dell’orrore” dell’autore ed editore romano Roberto Recchioni, editi da Star Comics.

Ho letto ed apprezzato altri titoli come “L’Isola del tesoro”, “Cuore di tenebra”, “Dracula”, “I Delitti della Rue Morgue”, e devo dire che un aspetto che mi è piaciuto è stato sempre il tentativo di cercare di essere molto vicini ai testi dei classici della letteratura, e nelle introduzioni cercare di esporre spunti critici, in maniera anche a volte ironica e leggera, rispetto sia al fumetto che all’opera originale.

E questo avviene anche rispetto al classico dell’avventura ottocentesco di Jules Verne.

Il capitano Nemo non è solo un avventuriero assetato asetticamente della conoscenza, ma cerca di dare sostegno con i suoi viaggi intorno al mondo ai popoli sfruttati dall’imperialismo occidentale a bordo del suo Nautilus: e forse l’epilogo della storia mostra il lato non vittorioso, sconfitto, di quella tecnologia tanto celebrata dal positivismo ottocentesco in cui Verne e’ storicamente inserito.

“Come disse il capitano Nemo, il mare è il rifugio degli uomini liberi” – spiega Telmo, uno dei due protagonisti de Il Faro, al giovane Francisco.

mari faro

Il faro

Del fumettista spagnolo Paco Roca ho visto il cartone animato, da lui disegnato e tratto da una sua graphic novel di successo dal titolo Rughe, ed ho letto il magnifico I solchi del destino, tra il romanzo fumettistico e la ricerca storica sulla guerra civile spagnola.

Ecco, ne Il Faro, ci sono elementi di entrambe le cose. C’è la guerra civile da cui il protagonista Francisco scappa, giovane soldato repubblicano che si rifugerà su un’isola a largo del mare su cui vive Telmo, un anziano guardiano di un faro.

E c’è anche uno sguardo al mondo dell’anzianità di Rughe, con le sue illusioni e genuine speranze.

Il mare appunto è presente non solo perché lambisce la piccola isola, ma perché il vecchio Telmo fa continui riferimenti a Moby Dick, Giona, l’Isola del Tesoro… una storia di mare in bianco e nero sfumato, ambientata ai tempi della guerra civile spagnola, malinconica, semplice e calda come il disegno di Paco Roca.

mari porto proibito

Il porto proibito

Devo dire che da Il Porto proibito, graphic novel di successo degli italiani Teresa Radice, autrice, ed il marito disegnatore Stefano Turconi, mi aspettavo qualcosa in più.

La storia per esempio non ha l’inquietudine delle storie di mare a fumetti e romanzi che ho letto, sembra più di leggere Topolino, di cui non a caso la Radice è un autrice e Stefano Turconi disegnatore.

Inoltre, benché sia inzeppato di citazioni poetiche, è proprio il lirismo che manca, magari nei dialoghi o nel tratteggiare la psicologia un po’ piatta dei personaggi.

Il finale, non tanto nella conclusione della storia ma nello scorrere delle tavole, è troppo lezioso.

Ma veniamo ai punti di forza. Innanzitutto il disegno a matita, senza colori, di Turconi, è molto bello.

Sono suggestivi i dettagli delle imbarcazioni a vela curati con attenzione, ed anche qualche curva e semi – nudo dei personaggi femminili non è niente male (non è un caso che lo spin – off di questo fumetto riguarderà proprio il bordello di cui si narra nel comic, il “Pillar”, ne Le ragazze del Pillar, che sarà presentato al Lucca Comics 2019 in anteprima).

mari Addio Chunky Rice

Addio Chunky Rice

Ho amato tantissimo Habibi di Craigh Thompson, scritto nel 2011, ed approcciandomi ad Addio, Chunky Rice, pensavo forse che avrei letto una storiella, un qualcosa di troppo leggero in generale e rispetto all’altro grande lavoro da cui ero stato colpito.

Ed invece ho scoperto una favola per tutte le età. Una storia sensibile di cui è protagonista una piccola tartaruga dagli occhioni grandi, Chunky, e dalla sua amica topolina Dandel.

Chunky si deve separare da Dandel per affrontare un viaggio in mare: quello che li separa è appunto un addio. Intorno a lui nel viaggio, una serie di personaggi bizzarri, a volte crudeli, di sicuro divertentissimi.

La bravura di Thompson, anche questa volta, in quello che è il suo primo comic, e’ nel far coesistere le contraddizioni delle grosse amarezze e delle profonde sensazioni, senza essere mai troppo retorico, pizzicando in maniera soffusa ma ficcante certe corde emozionali.

Il mare è tanto in questa storia: invade le due pagine della copertina del fumetto ed è attraversato da tutto il viaggio della tartarughina Chunky.

mari salvezza

Salvezza

Salvezza è un’opera di graphic journalism, o graphic reportage, dello scrittore e giornalista Marco Rizzo e del disegnatore Lelio Bonaccorso.

I due sono stati a bordo della nave Acquarius dell’organizzazione Sos Mediterranee nelle operazioni di ricerca e soccorso nel mar mediterraneo mare a largo delle coste italiane della Sicilia, operazioni che li ha visti coinvolti in prima persona nelle azioni di salvataggio.

Un lavoro importante che riesce a dare una risposta documentata alle tante illazioni che si formulano sulle navi delle Ong che salvano migranti nel Mediterraneo.

I personaggi a bordo della nave sono esperti specializzati ognuno con competenze specifiche e pronti ad espletare in mare operazioni di salvataggio di migranti, che, dopo aver superato le violenze dei campi di detenzione presenti in Libia, si trovano sperduti nel mare su un gommone.

Sono riportati i dati in dettaglio dei flussi di migranti, con il numero dei morti in mare che negli ultimi anni ammonta a decine di migliaia di unità.

Ci sono i sorrisi e le speranze di chi viene salvato, la voglia di raccontare la propria storia, i sorrisi e gli abbracci, ma ci sono anche storie che non finiscono a lieto fine, magari di chi non e’ riuscito a rimanere vivo fino al momento della salvezza dopo l’odissea per l’ Africa.

Mattia Gallo

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