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Proietti, Manfredi, Petrolini. Ma Mandrake non ha eredi

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gigi proietti

Certo che per morire il giorno del proprio compleanno ci vuole arte. Gigi Proietti nella sua vita terrena e nella sua uscita da questa, ha compiuto il dramma circolare perfetto. Apertura di sipario il 2 novembre 1940, ultimo atto 2 novembre 2020. A 80 anni spaccati. Che poi quell’8, se capovolto, è il simbolo dell’infinito perché infinito resterà Proietti per lo spettacolo italiano.

Proietti erede dei suoi “maestri”

Infinito come quelli di cui è stato allievo prima di diventare maestro a sua volta: Ettore Petrolini e Nino Manfredi.

Da Petrolini, Gigi Proietti ha ereditato la classe e la faccia d’avanspettacolo. Vederlo cantare Gastone lo avvicina davvero tanto alla genesi petroliniana.

E, come Proietti, anche Ettore Petrolini se ne andò in una data simbolo: la festa di San Pietro e Paolo, uno dei momenti più solenni della romanità.

Da Nino Manfredi Proeitti ereditò le facce in un certo senso e incarnò il medesimo stile di romanità capace di uscire da ogni situazione.

È alquanto ovvio, però, che Gigi Proietta era, è e resterà un unicum inimitabile.

Un uomo che ha dato davvero tanto al teatro italiano, un attore che andava in tv da attore di teatro e non a presentare il film da sala (qualche eccezione c’è ovviamente stata). Proietti è stato capace di mettere insieme la sacralità nella vera lezione shakespeariana insieme alla popolarità più spinta del Maresciallo Rocca. Mai volgare, viene da chiedersi perchè abbia partecipato ai filmetti di Natale negli anni 2000.

Magari c’era la grande voglia di dare una mano ai figli di Steno, Carlo ed Enrico Vanzina, che lo diresse nel film che lo consacrò 46 anni fa: Febbre da cavallo. Su Mandrake è stato scritto di tutto e nulla di nuovo può aggiungere sacralità ad un lestofante di livello altissimo circondato da una “pomatata” banda e da una bionda Catherine Spaak.

A proposito, bellissimo l’omaggio social dell’amico Enrico Montesano che, fortunatamente, in questa occasione ha messo da parte la discesa negazionista degli ultimi tempi.

Gigi Proietti mancherà perché non lascia un vero erede artistico. Tanti allievi sì, ma nessun erede. In questo Petrolini e Manfredi sono stati più fortunati di lui.

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Giornalista e autore. Negli anni ho bazzicato diverse redazioni di quotidiani locali con mansioni da redattore e da caposervizio. Ho collaborato con qualche testata nazionale e ho mille storie chiuse nel cassetto e nella testa