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Recensione incompetente di Carmen Maria Machado

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Carmen Maria Machado

Per iniziare forse è utile riconoscere le mie incompetenze: non sono un’esperta recensora di libri. Allora perché provo a fare qualcosa di cui non sono esperta?

Perché, quando capita di imbattersi in romanzi travolgenti, a me sembra un’ingiustizia non parlarne.

Questa proverà ad essere una conversazione amichevole tra un’appassionata e altre persone appassionate e, in alcuni casi, più esperte in letterature e recensioni.

La casa dei tuoi sogni di Carmen Maria Machado

Che cos’è La casa dei tuoi sogni? Non è una metafora, è un luogo reale ed è anche un romanzo.

È un memoir, è l’ultima opera di Carmen Maria Machado. E come ci si sente nella casa dei tuoi sogni? Sotto esame, come se una relazione amorosa fosse un esame e come se ad ogni errore (vero o presunto) corrispondesse una punizione.

In preda alla confusione, come se tutto ciò che tu dicessi non ti appartenesse, come se il senso delle tue parole svanisse quando le pronunci, come se chi ti sta accanto ripetendo ciò che dici ti mettesse davanti all’insensatezza delle tue proteste o lamentele. Nella casa dei tuoi sogni si prova un sacco di speranza.

Speranza verso un sogno di tranquilla quotidianità di coppia, come se quella casa fosse un posto perfetto in cui crescere ipotetici futuri figli. Speranza verso il fatto che domani le cose andranno meglio, che svegliandosi le urla svaniranno e lasceranno posto a piccole attenzioni come dei grattini sulla testa o che le occhiate piene di rabbia torneranno ad essere sguardi colme d’amore.

Ma soprattutto nella casa dei tuoi sogni si ha la speranza che, se si sarà abbastanza brave, le cose torneranno ad andare bene.

Una casa dove vive chiunque

Nella casa dei sogni, purtroppo, può vivere chiunque. Quella casa dei sogni si trasforma lentamente in una gabbia: prima arrivano delle sfuriate, spesso di gelosia, ma ti dici che è colpa tua.

Magari hai parlato con qualcuno lasciando fraintendere le tue intenzioni, magari hai dato l’impressione di volerci provare.

Magari sei sparita per qualche ora, non ha importanza se fosse successo qualche imprevisto o se fossi impegnata, non avresti comunque dovuto farlo.

Poi tornano le effusioni, quelle a cui eri abituata, e con queste arrivano anche le scuse. Non voleva, ogni tanto non si controlla e ti convinci che davvero è stata colpa tua: tu hai creato quella situazione ed in futuro dovrai essere più brava. Poi ti accorgi che il tono della sua voce cambia, che non ti guarda più allo stesso modo, arrivano le urla e le esplosioni di rabbia. Ma ti ripeti ancora che è colpa tua, cerchi di fare meglio, pensi che tu abbia causato quel malessere e allora ti impegni di più per essere una compagna più premurosa e attenta.

Più ti avvicini e più ciò che ricevi è distacco, freddezza. Non capisci e cerchi la complicità della “tua” persona. Riconosci il tuo dolore, ma lo silenzi. Ti silenzi perché ti attribuisci la responsabilità di “quella cosa” a cui ancora non riesci ad attribuire un nome, come se nominandola diventasse drammaticamente più vera. Silenzi le tue risposte, eviti di discutere per cercare di far cessare quelle urla e quella accuse. Ma silenziarti non basta.

Continuano i tentativi di sminuirti, continuano le aggressioni verbali e tu inizi a pensare che forse ha ragione, che forse tu sei una merda e che dovresti ritenerti fortunata ad avere qualcuno accanto.

Il sesso cambia nel racconto di Carmen Maria Machado

Anche il sesso cambia, non è più un momento di intimità e complicità, è come se il tuo corpo fosse stato martoriato da quella costante tensione e non riuscissi a il tuo corpo fremere di paicere.

Il sesso si trasforma nell’ennesimo momento in cui accusarti, in cui farti star male e magari inizi a simulare i primi orgasmi nella speranza che finisca presto ed i vostri corpi si separino. L’intensità degli eventi aumenta, un giorno magari ti stringe troppo forte un braccio fino a lasciarti un livido.

Poi si scusa di nuovo, poi torna ad ignorarti, poi tornano le aggressioni verbali e magari qualche nuova aggressione fisica in un crescendo in cui tu ti senti sempre meno tu, sempre più stanca e sempre più “rotta”.

Finché non arriva un’epifania, finché non riesci a dare un nome a “quella cosa” e scopri di star vivendo una relazione abusiva in cui subisci qualche forma di violenza.

Più sei straniata, più sei sola e sradicata da una rete sociale forte e più è difficile raggiungere questa consapevolezza e anche quando si raggiunge se ci si sente sole e senza appigli, rappresentati da persone care e da istituzioni, è più difficile uscirne.

Un romanzo autobiografico

Nella casa dei sogni di questo romanzo autobiografico vive Carmen Maria assieme ad una donna bellissima e carismatica. Una donna bionda, esile, con la pelle chiara e due grandi occhioni. Una donna intelligente che fa sentire Carmen Maria amata per la prima volta anche se quella loro storia era nata in modo atipico in un triangolo poliamoroso. Una donna con cui sognare la casa dei tuoi sogni che però, alla fine, ha praticato violenza su Carmen Maria

Un romanzo forte

Perché è un romanzo forte? Perché mentre leggi dimentichi di avere un libro tra le mani ed hai la sensazione di avere davanti una tua amica che ti racconta una storia straziante che ha vissuto e che l’ha inevitabilmente trasformata.

È un romanzo forte, quello di Carmen Maria Machado, anche perche le relazioni violente si associano in genere a coppie eterosessuali in cui vediamo un uomo abusare, in vario modo, della compagna.

Violenza e sessualità

Ma la violenza è un problema strutturale della nostra società, alcune dinamiche relazionali disfunzionali le assorbiamo e le replichiamo.

La relazione tra donne sembra distante de questi meccanismi, nella narrazione delle donne come eterne vittime non è concepibile che anche loro possono essere violente. L’abuso è legato ad uno squilibrio di potere e, purtroppo, può interessare tutti quindi anche le coppie queer.

Essere lesbiche, avere una compagna e non un compagno, non ci libera dal rischio della violenza. Anzi, paradossalmente, all’inizio è più difficile identificare le violenze se queste sono praticate da una donna.

Le persone omosessuali non sono speciali, crescono nello stesso ambiente socio-culturale delle persone eterosessuali e apprendono gli stesi schemi di comportamento. La sensibilità verso temi sensibili, come lo è la violenza, spesso si sviluppa col tempo.

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Studentessa e aspirante scribacchina. Colleziono figuracce e nel tempo libero, per evitare di impazzire, prendo lezioni di cinismo e vado a caccia di cose belle.