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Su Internazionale il fumetto è diventato Extra

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Nella mia collezione personale di fumetti, la sezione graphic jounalism o graphic reportage è presente in una percentuale consistente, per questo motivo mi sono incuriosito molto al numero dell’inverno 2020 di “Internazionale – Extra” dal titolo “Scoop!”.

L’inserto di “Internazionale”, arrivato all’edizione n.13, solitamente si occupa di argomenti tematici di informazione, ma questa volta ha deciso di raccogliere dei lavori di reportage ed inchieste a fumetti di importanti autori, da tutto il mondo.

Vediamo allora quali sono questi autori, e gli argomenti trattati.

Su Internazionale c’è Liu Yi-Chi

Il primo fumetto è dell’autrice 61Chi, nome d’arte di Liu Yi-Chi, trentaduenne di Taiwan che racconta a tutto il mondo in strisce alcune questioni sociali del suo paese, come in “Isole nell’oceano.

61Chi parla del duro sfruttamento dei pescatori stranieri ingaggianti sulle navi taiwanesi e maltrattati dai loro capitani.

Da queste condizioni al limite si generano episodi reali come quello accaduto nel 2013, quando otto pescatori indonesiani gettano in mare il loro capitano taiwanese e l’ingegnere di bordo, oppure quando nel 2015 il corpo pieno di ferite di un pescatore indonesiano è stato portato a riva dalla corrente, storie vere che hanno ispirato la fumettista taiwanese.

Anche Iconoclasta su Internazionale

Nelle sette pagine di “Iconoclastia”, Seth Tobocman, fumettista ed attivista statunitense, sembra raccontare un secolo di lotte anti-razzista negli States.

Nel 1913 nel campus dell’Università del North Carolina, viene eretta la statua al soldato confederato denominata “Silent Sam”, simbolo del razzismo dello stato del sud degli States.

A partire da allora, le proteste non si sono mai fermate da parte degli attivisti contro il razzismo, culminate con la rimozione nel 2018 da parte di attivisti e studenti della statua, sullo sfondo delle proteste del movimento Black Lives Matter, che hanno portato alla rimozione di tantissime altri monumenti al razzismo, schiavitù e colonialismo in tutti gli States

La resistenza del fish and chips

Olivier Kugler, fumettista svedese che vive a Londra, ed Andrew Humphreys, giornalista, ci raccontano in “La resistenza del fish and chips” il processo di gentrificazione di un quartiere di Londra, attraverso la descrizione delle vite che girano intorno allo storico negozio di fish and chips di Benny nel quartiere londinese di Clapham.

La Yelin su Extra

In “Invisibile” il tratto ed il colore delicato della fumettista tedesca Barbara Yelin sono in grado di raccontare la storia di vita di un giovanissimo emigrato africano, in fuga dalla dittatura Eritrea, ed approdato in Svizzera.

Dopo un viaggio puntellato da difficoltà incontrate prima in Sudan, poi attraverso il deserto libico e durante l’attraversamento del Mediterraneo, Kidane è infine in Svizzera.

Riesce a crearsi una sua vita, ma il sistema istituzionale europeo non è pronto a riconoscere a pieno i diritti da chi fugge da guerre e conflitti, e così dopo pochi anni di permanenza nel paese elvetico, a fronte del rigetto della sua domanda d’asilo, Kidane continuerà a migrare verso il nord Europa.

Diario dal confine

Si parla ancora di migrazioni e spostamenti da un confine di un paese all’altro in “Diario dal confine”, di Leila Abdelrazaq, fumettista statunitense di origini palestinesi.

Attraverso le sue tavole parla della propria condizione da persona che vuole muoversi verso la Palestina dall’estero.

Per lei tornare nella terra delle sue origini vuol dire attraversare un confine presidiato da militari israeliani che la riempiono di domande in tono minaccioso, cercando di ostacolare di fatto i suoi movimenti imponendole di fatto l’idea che il suo popolo non ha alcun diritto.

Baudoin su Internazionale

Un po’ retorico, ma tutto sommato buono: il fumettista francese Baudoin, nel suo “Un bacio contro la guerra”, utilizza più che un fumetto delle grandi illustrazioni ispirate ai grandi artisti del novecento, per spiegarci quanto non sia vero che la possibilità dello scoppio di una guerra, o di qualsiasi altra catastrofe umana come quelle avvenute nel secolo scorso, non siano possibili perché c’è una maggiore informazione ed attenzione dovute in particolare all’uso delle tecnologie informatiche.

Il ritorno di Zerocalcare

E veniamo all’inchiesta a fumetti del celebre fumettista italiano Zerocalcare, il cui personaggio è nella copertina di “Internazionale – Extra”.

Tra le tante sue pubblicazioni, quella che ho nella mia collezione di fumetti è “Kobane calling”, ed ho molto apprezzato questo suo lavoro “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” pubblicato su “Extra”, a proposito delle rivolte nelle carceri italiane.

Scoppiano le rivolte, nel marzo del 2020, nelle carceri italiane. Per chi sta in carcere, la sospensione delle visite e gli spazi ristrettissimi in cui si vive, quando non si parla altro che di distanziamento fisico, sono la miccia per far scoppiare delle accese proteste nelle carceri di un po’ tutta Italia.

Il sovraffollamento era insopportabile prima della pandemia, figuriamoci adesso.

La condizione materiale e psicologica dei carcerati è al limite. In oltre, la polizia penitenziaria attua delle violente ritorsioni nei confronti di chi protesta.

Sono quattordici i morti in carcere nel frangente delle proteste. Una storia da leggere.

Le denunce di Wallman e Maffre

“Pine Gap”, è il fumetto di denuncia di Sam Wallman, fumettista australiano, a proposito di un territorio che si trova nel cuore del territorio del paese dei canguri, coperto da segreto militare, una base degli Stati Uniti contro cui si sono rivolti contro a partire dagli anni 60 gli attivisti per la pace di tutto il paese australiano.

Ed infine la storia di sfruttamento e di condizioni al limite della sopportazione dei migranti africani nei luoghi di lavoro delle fabbriche francesi è al centro del fumetto “La macchina mangiadita”, dell’autore francese Laurent Maffre.

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