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Frammenti, l’intervista e il singolo “Come un’aspirina”

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Frammenti è una band indie elettronica, formatasi a Conegliano Veneto nel giugno del 2016.

Dopo due anni di sperimentazione e avanscoperta portano alla luce “Istantanee”, un disco dal sound nuovo, con contaminazioni che vanno dall’ambient all’electro-funk. Successivamente esce  Divieto di Asfissione, EP nel quale vengono sperimentate direzioni musicali nuove e un sound che rimanda alla scuola hip-hop.

Nel 2020 firmano un contratto con il distributore Artist First e l’etichetta Matilde dischi, pubblicando i singoli Punto di fuga, Rumore e Senzadi te, ricevendo ampio riscontro positivo sui principali canali di streaming.

Il traguardo diventa una partenza e il loro desiderio d’indipendenza li porta a fondare il collettivo MM lab nel marzo 2021, laboratorio ed etichetta che si occupa della produzione, distribuzione e diffusione dei loro brani.

L’INTERVISTA

Abbiamo organizzato un’intervista per farci raccontare del loro percorso.
Ciao ragazzi, siamo contenti di avervi con noi oggi.

Direi di partire raccontando un po’ del primo incontro, e qualche simpatico aneddoto, se esiste, legato a quel momento.

“Grazie dell’opportunità.
Mauro era alla batteria, Alex al basso, Antonio alla chitarra e Francesco alle tastiere; eravamo completi in un retrobottega in un caldo pomeriggio di primavera.

Ci muovevamo tra rock sperimentale, punk e soul, ognuno portava la sua arte nella forma più primitiva la quale veniva reinterpretata in mille sfumature diverse. A distanza di anni siamo ancora qui a suonare spalla contro spalla, siamo rimasti gli stessi di quel pomeriggio passato ad ascoltare, a comprendere che la bellezza del fare musica è la condivisione”

Il vostro primo album è la cosiddetta Opera della Giovinezza, immaturo, cioè perfetto come direbbe O. Wilde.
Modifichereste mai in qualche modo quell’album? Qual è il ricordo più bello ad esso legato?

“Ad essere sinceri quel primo album lo abbiamo modificato tantissime volte e lo stiamo continuando a fare. Riarrangiamo i pezzi ogni volta che lo suoniamo dal vivo, a volte in acustico altre volte con i nuovi strumenti che acquistiamo. Siamo difficili a lasciarci le cose alle spalle, credo che se avessimo dipinto la Gioconda, entreremmo di nascosto al Louvre ogni notte, solo per ritoccare qualche pennellata. È il nostro modo di fare, non sentire mai niente come compiuto, con tutti i rischi del caso.

Il ricordo più bello è forse la campagna pubblicitaria. Avevamo il disco ormai pronto (anche se imperfetto) e lo avevamo caricato su Spotify perché fosse rilasciato il 19 novembre. La sera prima ci siamo chiesti: “Ma noi come comunichiamo che il disco sta per uscire?”. Pensandoci adesso, dopo tutto il lavoro che abbiamo visto esserci per pubblicizzare anche un solo brano, ci fa un po’ ridere, però rappresenta anche la nostra essenza. Per noi l’importante è la musica, così importante che ci può far dimenticare ogni altra cosa rendendoci estremamente spontanei. “

COME UN’ASPIRINA, LA NUOVA RELEASE CON MMlab

È appena uscito il vostro ultimo singolo “Come un’aspirina” per MMlab. E-piano, synth e l’ombra del new pop a ripararvi. Com’è nato questo singolo? Sarà parte di qualche progetto?

“Questa canzone parla di un amore consumato esclusivamente dentro la propria testa, ossia la speranza che la propria ossessioni si realizzino. Diciamocelo, parla di tutti i no che abbiamo ricevuto nella vita dalle donne che abbiamo amato. Non siamo sempre stati così desiderabili, anzi…”

MMlab, è il progetto nel quale unite gli intenti insieme con Teresa Cinquetti e Alessandro Furlan. Di cosa si tratta esattamente?

“MMLAB è un collettivo nato per il sostegno reciproco con diversi artisti della zona veneta, ma anche una squadra di persone appassionate e sognanti. Ne sentirete parlare!

È solo l’inizio, e anche se i tempi non sono propizi, non possiamo mettere a tacere ciò che abbiamo da dire. Alla fine, è solo questo, le canzoni nascono e vogliono trovare il loro spazio. Per quanto riguarda i live speriamo solo che la situazione cominci a migliorare. Ma possiamo farti una promessa: nei club o nelle strade, nelle case chiuse o in mezzo ai campi, la nostra musica suonerà!”

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Pierpaolo Manfredi, diplomatosi presso il Liceo Classico "Giuseppe Garibaldi" di Castrovillari, e attualmente studente universitario, ha da sempre raccolto stimoli intellettuali dai vari settori della società traducendoli in scritti di varia natura. Negli anni del Liceo ha contribuito con diversi articoli sul giornale scolastico ed ha avuto esperienze con La Repubblica on-line grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro. Attualmente collabora con diverse riviste culturali italiane, tra cui Il filo rosso, con sede a Cosenza, e L'isola che non c'era, con sede a Milano. Oltre che in italiano, parla e scrive correntemente in inglese e francese.