Home Teatro La Radio Clandestina di Celestini che non ci fa dimenticare

La Radio Clandestina di Celestini che non ci fa dimenticare

144
CONDIVIDI
celestini radio clandestina colpoditosse teatro

La formula riuscitissima di Ascanio Celestini in “Radio Clandestina”, in quello che è stato prima uno spettacolo teatrale e poi un testo pubblicato lo scorso anno da Einaudi, è quello di raccontare l’eccidio delle fosse Ardeatine con la coralità delle riflessioni, dei pensieri e dei frammenti di esistenze di chi è stato protagonista dei fatti prima di resistenza e poi del massacro di quel famosi 23 e 24 marzo del 1944 a Roma.

E’ la Roma popolare quella che parla, in un racconto che restituisce una visione d’insieme storica insieme ad una narrazione incalzante.

Una narrazione che si fa coinvolgente già dalle prime battute, quando Celestini ci racconta gli anni di crescita impetuosa di Roma da quando diventa capitale nel 1871 fino ai primi del novecento.

Ci sono soprattutto le storie dei sempre nuovi quartieri popolari che si diramano dal centro ed ospitano le classi sociali più umili, come Valle Aurelia, San Lorenzo, Trastevere, Testaccio.

Ci sono sempre considerazioni e pensieri del popolo che ha fatto la storia della città in mezzo alla narrazione, per mettere in risalto quanto la seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca di Roma furono fenomeni storici che fecero sentire tutto il loro peso sulla popolazione romana (come del resto d’Italia), fino ai fatti più drammatici dell’uccisione dei 335 morti decisi dagli uomini dell’esercito tedesco come rappresaglia all’atto di resistenza di Via Rasella.

Si parla dunque della guerra d’Africa, delle leggi razziali, e della resistenza a Roma, tutto con lo sguardo vivo degli appartenenti al “mondo di sotto” della Roma degli anni 40.

Per approfondire clicca qui

Commenti Facebook
CONDIVIDI
Ho fatto l’orecchino a 30 anni. I miei scritti sono stati disseminati un po’ dappertutto: dalla rivista americana online “Jacobin Magazine” al giornalino della curva dei tifosi del Cosenza, da Globaproject.info alla rivista di poesie ilFilorosso