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Il Giappone arriva in Calabria con le arti figurative

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“Japan, i maestri d’oriente” alla Galleria Nazionale di Cosenza

Dal 2 maggio al 2 giugno scorso presso la Galleria Nazionale di Cosenza si sono potuti ammirare le affascinanti xilografie dei grandi maestri dell’800 giapponesi, una selezione di circa 100 opere provenienti da collezioni private. La mostra è organizzata dall’Associazione n. 9 e patrocinata dall’Istituto Giapponese di Cultura in Roma. Tra gli autori di maggiore rilievo, su tutti spiccano Hokusai ed Hirosige.

Il pannello blu della prima stanza fornisce una preziosa chiave di lettura per la mostra, riuscendo a fornire le coordinate storiche – culturali in cui queste opere suggestive hanno preso vita, contestualizzando il loro significato.

Siamo nel Giappone del 1800, praticamente l’ultima fase dell’epoca Edo (1603 -1868), in cui in una società rigidamente gerarchizzata governata dallo Shogun (letteralmente “capo-guerriero”), dai Samurai (i guerrieri) e i Daymo (i nobili), la classe socialmente inferiore dei mercanti e degli artigiani ascende su un piano economico – sociale, e si afferma su quello culturale, dato che i suoi membri iniziano ad animare la vita del Giappone nella letteratura (al link di seguito un articolo su una selezione di libri di poesia Haiku: https://www.colpoditosse.com/2021/06/sapete-che-esistono-i-libri-haiku-ecco-i-migliori-da-leggere/ ), nel teatro, e nelle arti visive. In questo contesto nascono le opere dei maestri dell’ottocento oggetto nella mostra di Palazzo Arnone.

Oltre una decina d’autori sono presenti nella mostra, tra cui spiccano sia come numero di opere che come importanza i lavori di Hokusai ed Hiroshige.

Nella prima parte del periodo Edo erano in particolare gli attori teatrali (del teatro kabuki) e le cortigiane. A partire dal XIX secolo saranno i paesaggi naturali e umani, con la riproduzione delle persone provenienti dai ceti più umili, al centro della visione artistica degli xilografi del tempo. Si esce così da una visione più elitaria della società e si rendono protagonisti i paesaggi naturali, capaci di infondere sensazioni universali, oltre che la vita delle persone più umili, come i contadini che erano circa l’80% della popolazione di allora. Sono soprattutto le opere di Hiroshige quelle che più si concentrano sull’aspetto del paesaggio, naturale e umano.

Unico quadro istallato su una sola parete, a svettare su tutti gli altri è “L’onda” di Hokusai. Sul mio libro di storia dell’arte del liceo viene messa come la prima immagine all’interno di un paragrafo dal titolo “Modelli lontani: arte orientale e arte primitiva”. I protagonisti delle avanguardie artistiche europee del primo novecento, per superare le forme artistiche tradizionali moderne, attinsero ai quadri dei maestri giapponesi presenti nella mostra di Cosenza, come fecero anche le forme dell’arte tribale africana (è il caso di Picasso). Personalmente associo il quadro di Hokusai anche al movimento universitario dell’Onda, che ha animato il quadro della vita politica italiana tra il 2008 e il 2010. Il quadro del maestro giapponese è comparso a volte su qualche articolo d’analisi in quel periodo.

Hokusai è anche l’autore di diverse forme originarie di Manga presenti nella mostra di Cosenza. Un altro pannello a sfondo blu prussia spiega il significato della parola Manga e la nascita di questa forma artistica visuale. Manga vuol dire: “disegno confuso, frammentato”. Quindi un disegno non stilisticamente ricercato come un quadro…ma un vero e proprio antesignano del fumetto giapponese! I soggetti rappresentati sono di piccolo dimensioni, e si tratta di tutti quelli che fanno parte della cultura giapponese ad ampio raggio: dalla flora alla fauna, da soggetti della vita reale quotidiana ai mostri ed eroi leggendari.

La mostra fotografica su Tokyo al Museo del Presente

Dallo scorso 9 marzo, fino al 29 marzo, presso il Museo del Presente di Rende si è tenuta la mostra fotografica “Tokyo città disegnata dal tempo”, divisa in due sezioni, quella “Ikigai” del fotografo Federico Treggiari e “Wabi Sabi” della fotografa Fabiola Iris Sbano

Rispetto al periodo della mostra dei maestri della xilografia nipponica di Palazzo Arnone, dobbiamo fare un vero e proprio salto nel tempo, dal periodo Edo (Edo era proprio il nome dell’antica Tokyo), ai tempi di oggi.

Treggiari e Sbano sono due fotografi cosentini che negli anni passati sono stati in Giappone; hanno rivolto il loro obiettivo sugli ambienti della capitale del sol levante di oggi. Entrambi i loro percorsi artistici sono introdotti dai fotografi, attraverso delle premesse, con alcuni termini della cultura giapponese a cui si sono legati e che hanno ispirato i loro percorsi artistici.

Treggiari ci porta in un viaggio narrativo in cui sono immortalati in particolare i luoghi del treno e della metropolitana del popoloso e moderno quartiere di Tokyo Shibuya. Sembra di essere lì con lui muovendoci tra fermate, cartelli, attenzione soprattutto ai luoghi ed alle persone che si incontrano, in un viaggio senza una meta precisa ma lasciandosi trasportare dalla narrazione costruita dagli scatti del fotografo.

Sbano immortala le immagini di Tokyo all’interno di una cornice espressiva “malinconico – positiva”, come dice lei stessa, in cui si intervallano “l’eccesso di luci, insegne e colori” insieme a scenari che rappresentano “la massima semplicità”. La capacità di catturare la bellezza di una megalopoli come Tokyo non era scontata, Sbano ci riesce proponendoci soggetti essenziali, immagini ampie come parchi e paesaggi dall’alto, curve e linee in altezza delle architetture, strade ricche di ideogrammi nella segnaletica e nei pannelli e persone a passeggio che trasmettono una certa pulizia visiva interessante.

Ayko e Mayuko, due Giapponesi a Cosenza

Rispettivamente da Tokyo e da Kyoto, i due centri maggiori urbani del Giappone, vivono in provincia di Cosenza due donne giapponesi che fanno parte della ricchezza sociale del nostro territorio.

Recentemente il giornale online “I Calabresi” ci ha raccontato la storia di Aiko Otomo, una giovane apicoltrice giapponese originaria di Tokyo che è in Calabria insieme al suo partner, Giuseppe, per portare avanti l’apicoltura nel paese in cui vive, Aprigliano, centro della Presila. Come si legge nell’articolo “Aiko, Giuseppe e le Api”, quando Aiko “Quando Aiko non si occupa delle api, è ai fornelli. Sperimenta, contamina la cucina giapponese con ingredienti calabresi” preparando “sushi con erbe spontanee o formaggi dei caseifici locali” ed altre amenità culinarie del genere.

Di seguito il link de “I Calabresi”: https://icalabresi.it/cultura/aprigliano-aiko-infermiera-giapponese-che-fa-miele-e-sushi-presila/

Mayuko Fukakusa, laureata in Letteratura Italiana presso Kyoto University (lei viene da un centro vicino Kyoto), anche lei vive in un paese della provincia di Cosenza. Ha tradotto Gli Asolani e Prose della volgar lingua di Pietro Bembo (The University of Nagoya Press). È insegnante di giapponese e calligrafa per passione, ed ha collaborato con l’Università della Calabria per varie attività accademiche. Ha anche collaborato in questi anni con associazioni del territorio bruzio per mezzo delle quali ha tenuto corsi di Origami, ed ha introdotto iniziative sula poesia Haiku.

Di seguito un video prodotto lo scorso anno da Mayuko. Si tratta di un video su Cosenza ed in particolare le bellezze del suo centro storico, realizzato per il Centro Culturale Italo – Giapponese: https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=oDKUrKlouxw&fbclid=IwAR0U2hgVfOLaEzKwolpbEttcNq4jozW9xxNfwH3LyjKcECIl-JMJTahHxck

 Sushi, Manga, letteratura e non solo

Alcune delle tracce più popolari della cultura nipponica sono presenti in occidente e quindi a Cosenza, in campo culinario e fumettistico, stiamo parlando di sushi e manga.

I negozi di sushi in città sono davvero tanti. Personalmente non li conosco tutti ed approfonditamente, quindi non saprei dare un giudizio ben ponderato, ma un’ironia, per il solo gusto della risata, me la concedo…io li dividerei in base a due categorie: schifosi da una parte, e costosi dall’altra!

Quello che consiglio e di fare i sushi in casa, sono davvero divertenti da fare e l’alga nori, un’alga giapponese che si può trovare in qualche negozio dell’area urbana, ha un sapore forte di mare.

Per quanto riguarda i manga, mi riservo ogni giudizio perché, benchè appassionato in generale di fumetti, non amo quelli giapponesi in questione. Tuttavia parlando della nostra città, voglio segnalare un fenomeno che è avvenuto nelle librerie delle nostre città. Da circa un annetto, nella sezione fumetti di tutte le librerie del cosentino, nella sezione fumetti in prima fila sono esposti proprio i manga, e dopo vengono tutti gli altri. Non era così fino a non molto tempo addietro, e questo è indice del fatto che i manga hanno molto successo specie tra i giovanissimi.

A proposito di libri, non mancano mai nelle classifiche online dei libri più venduti, sia in generale che quelli stranieri, i libri di autori giapponesi. Un autore di successo che si può trovare facilmente a Cosenza è Haruki Murakami (che personalmente non amo). Su un suo racconto si è basata la trama della pellicola premiata come premio Oscar 2022 per il miglior film straniero “Drive my car”, di Ryusuke Hamaguchi. Un film secondo me più bello, più consistente come regia e come messaggio rispetto all’altro italiano candidato in gara, “E’ stata la mano di Dio”, di Paolo Sorrentino.

Il libro che consiglio io da leggere è “Racconti sul Giappone”, (AA.VV. a cura di Antonietta Pastore, Einaudi, 2021, 312 pp.) Pubblicato lo scorso anno da Einaudi, è una raccolta di racconti, brevi saggi, articoli di giornale, scritti da tanti autori occidentali (tra cui autori italiani come Fosco Maraini, Dacia Maraini, Dino Buzzati, Italo Calvino) che hanno vissuto e/o viaggiato in Giappone, insieme a racconti di autori giapponesi molto famosi come Murakami appunto, Banana Yoshimoto e Hayashi Fumiko. Non tutti gli scritti sono degni di nota, ma la lettura di questa silloge può essere un modo piuttosto esaustivo per farsi un’idea sul Giappone su vari piani.

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Ho fatto l’orecchino a 30 anni. I miei scritti sono stati disseminati un po’ dappertutto: dalla rivista americana online “Jacobin Magazine” al giornalino della curva dei tifosi del Cosenza, da Globaproject.info alla rivista di poesie ilFilorosso